Cantica.
M'era sembrato si potesse fare una specie di romanzo in due o tre
volumi, dipingendo un generoso cavaliero italiano del secolo
decimoquarto, il quale visitasse una dopo l'altra le varie dominazioni
in cui stava divisa la nostra penisola, e così si disingannasse di
molti sogni. Provatomi a tal lavoro, incontrai troppi scogli, stante
l'obbligo che ha di svolgere con minutezza molti argomenti chi assume
lunga prosa relativa a punti storici. Convertendo il soggetto in
cantica, tutti i quadri si sono impiccioliti; ma forse così il lettore
non avendo tempo d'annojarsi, potrà meglio afferrarne le armonie
morali.
Ogni cosa veduta dal mio _Roccello_ nella Italia de' suoi tempi è
esattamente storica.