L’esempio generoso di Pio VII fu imitato dal suo successore, il quale
nell’anno 1828 fe’ edificare un _contrafforte_ verso la Mèta Sudante.
Leone XII affidò la direzione di questo lavoro all’illustre architetto
romano Giuseppe Valadier, il quale fece ricostruire in opera laterizia
la metà dell’arco LV ed i due archi seguenti, dando ad essi, in pari
tempo, la forma e lo stile originale del monumento (V. _Fig._ 7ª).
A perpetua memoria di questo grandioso ed utile lavoro, fu affissa
l’epigrafe marmorea che dice: