La grandezza e magnificenza dell’antica Città dei Cesari risplendono
tuttora nei suoi maestosi ruderi; e gli avanzi del maraviglioso
ANFITEATRO FLAVIO, di cui m’accingo a trattare, ce ne sono una fulgida
prova.
Gli incendî, i terremoti, i saccheggi, le fazioni medioevali, le
prepotenze dei baroni, la lontananza del Papa dalla sua sede, gli
sconvolgimenti politici, fecero disgraziatamente sparire un gran numero
di monumenti romani; ma la _venerabile mole_ dei Flavî resistè, almeno
in parte, alle ingiurie dei tempi e degli uomini; e come in altre
epoche il Colosseo fu l’oggetto nobile di profondi studî, così stimo
debba esserlo ai giorni nostri in cui si nota tanto risveglio per le
cose antiche.
La prima lezione di archeologia pratica, io la ricevei nell’ANFITEATRO
FLAVIO, e, a dire il vero, rimasi tanto ammirato della sua storia e
grandiosità, che fin da quel momento sorse in me il desiderio di farlo
oggetto di un mio studio speciale, e di rendere un contributo a quella
mondiale maraviglia. E quel desiderio vago, concepito anni or sono, è
divenuto oggi una realtà.
Onde evitare frequenti e forse inutili annotazioni nel corso dell’opera
(specialmente quando si tratterà delle varie parti che costituiscono
l’Anfiteatro Flavio e dei ludi ivi dati dagli Imperatori), m’è sembrato
conveniente far precedere allo studio sul Colosseo una storia sommaria
degli anfiteatri in genere e dei giuochi venatorî e gladiatorî in
ispecie.
Relativamente alle memorie cristiane che sono connesse col nostro
monumento, io le tratterò con franchezza e lealtà; ed esporrò le mie
opinioni senza curarmi nè della _congiura_ «del silenzio» nè della
_taccia_ «d’ignorante ed ostinato», perchè tanto l’una che l’altra
sono armi ormai notissime di coloro i quali «tanto più dan vanto di
sapiente» ad uno scrittore, «quanto più (questi) si mostra audace nel
distruggere l’antico, nel rigettare la tradizione, ecc.»[1].
Onde poi la discussione delle principali controversie sórte in più
epoche sull’Anfiteatro Flavio, non interrompa il filo della narrazione,
e non distragga soverchiamente il lettore, ho creduto cosa utile
trattarle separatamente nella IV parte di questo studio.
Le numerose piante, finalmente, o la famosa _flora del Colosseo_;
nonchè i frammenti epigrafici rinvenuti nel nostro Anfiteatro,
formeranno il soggetto di due rispettive appendici.