FRANC. — Ecco il cavaliere! Evviva il nostro principale!
TUTTI GLI OPERAI _meno_ BOBI. — Evviva!
CARLO. — Il vostro principale eccolo là: io non ho più nulla.
FRANC. — Come? L'officina?...
CARLO. — Perduta!
FRANC. — Perduta! La sua invenzione?
CARLO. — Te la dono, Francesco; quel che non ho potuto fare io, lo farai
tu. Addio, io vado a dirigere l'officina dei Richard a Marsiglia.
EGISTO. — (E a noi ci tocca trottargli dietro, senza andare a diriger
nulla!)
FRANC. — Un istante, maestro.. Prima di partire, perdoni a me, perdoni a
tutti quelli che gli hanno fatto del male senza saperlo, senza volerlo.
GLI OPERAI _(commossi)_. — Sì! Sì!
CARLO _(bacia Oreste in fronte). — A te per tutti; a te sulla cui fronte
splende l'avvenire._
EGISTO _(prorompendo, con voce rotta dalla commozione)_. — Ora si
piange! Invece di pensare al modo di riparare al male, si piange! Costa
meno, coccodrilli; sì, coccodrilli tutti, per Bacco Baccone... (ed io
coccodrillo numero uno!)
FRANC. — Sì, ha ragione lui; ma se l'ozio e l'invidia lo hanno rovinato,
lo deve salvare il lavoro. Compagni, si lavora tutti per lui a due terzi
di paga finchè non abbia adempiuto i suoi impegni?
TUTTI GLI OPERAI. — Sì! sì!
CARLO. — Ma chi potrà pagarmi le quarantamila lire delle cambiali?!
EGISTO _(con un grido)_. — Si possono ancora pagare?
CARLO. — Fino al mezzogiorno di domani.
EGISTO _(prorompendo in un lungo scroscio di risa dinanzi a Faustini)_.
— Ah! ah! ah! Non sono buono a nulla io? _(dinanzi a Carlo)_ Io sono
pedante? _(ad Agnese)_ Io sono sterile?
ANNA. — Fratello, sarebbe possibile?
AGNESE. — Lascialo dire, lascialo fare!
EGISTO _(ad Anna)_. — Hai inteso? Fare, fare, fare! _(ad Agnese)_
Strega, tu hai compreso che farò, che faccio subito, che è l'unica
maniera di fare; e così, tanto per cominciare gli affari col mio socio
Carlo, io che non ci capisco nulla, le sacche tutte in casa, meno la
mia, anzi anche la mia; per fare una corsa a Firenze noi industriali non
s'ha bisogno di nulla!