_FAUSTINI dalla sinistra. — EGISTO, ANNA, AGNESE e CESARINO in abito da
viaggio dalla destra, seguiti da CARLOTTA con due sacche da viaggio.
DETTI._
AGNESE. — Mio zio, giacchè si trova qui anche il tuo socio, eccoti le
chiavi...
EGISTO. — Ma che socio! Signor Faustini, godo di trovarla qui anche
lei... Mi dica un po', quando le ho promesso il capitale, sapeva io che
ella volesse acquistare quest'officina e l'invenzione di Carlo?
AGNESE. — Ma che acquistare l'invenzione... rubare!
EGISTO. — Agnese, calmati e lasciami parlare...
FAUST. — Ma la lasci sbraitare, le dirò poi io tutto!
EGISTO. — Sbraitare? Badi che lei parla di mia nipote...
FAUST. — Ebbene, l'invenzione che userò..... mi è stata venduta da chi
l'ha fatta.
AGNESE. — Da mio marito dunque?
FAUST. — No, dal direttore, dal capo-fabbrica.
EGISTO. — Da lui? _(a Francesco)_ Ah lei inventa delle cose grandi,
portentose... là... come io un fritto di asparagi croccanti?
FRANC. — Ma lei si burla di me: guastato qualche cosa ho guastato, ma
inventato poi...
EGISTO. — Un corno come me, bravo! _(a Faustini)_ Ora sbraiti lei,
sbraiti.
FAUST. — Oh! Il signorino è troppo modesto. Non si ricorda di quei tre
mesi di viaggio?...