BOBI. — Venga, venga, sor cavaliere! Eh che caldo?
EGISTO. — (Sarà bene fare un po' il democratico). Un caldo... un caldo
che fa sudare anche i sordi!
BOBI. — To', ha dello spirito lui! Levatevi pure la giacchetta senza
complimenti...
EGISTO. — Grazie... (Mi dà del voi). Guardate come mi avete conciato!
BOBI. — Ma io vi pulisco subito...
EGISTO. — (Con quelle zampe! E Carlo non arriva!) Non v'incomodate,
brav'uomo...
BOBI. — Che bella facciona simpatica!.... Voi dovete bere un bicchiere
con noi!...
EGISTO. — Grazie tante!... Troppo buono! Ma non bevo mai fuori pasto!
BOBI. — Con questo caldo? Ma io i signori li capisco a volo: ricusa
perchè non abbiamo un bicchiere pulito; ma ci penso io... _(soffia
dentro al bicchiere, lo asciuga colla camicia, e vi mesce)_ Alla nostra
salute, se non siete un codino!
EGISTO. — No; non son neanche un codino.... non son nulla io!
BOBI. — Giù tutto alla nostra salute!
EGISTO. — Alla vostra salute! (Alla mia no certo) _(beve)_ (Che veleno!)
Ora che ho fatto a vostro modo, vorreste farmi una grazia?
BOBI. — Parla, anima mia! Vuole offrirci dei sigari di sicuro...
EGISTO. — Eccone... ecco tutti quelli che ho in tasca; ma ora, da bravi,
al lavoro...
BOBI. — Come? Tu che fai il cavaliere tutto l'anno, ora hai lo stomaco
di venirci a predicare il lavoro?
EGISTO _(intimorito)_. — No, no, vi faceva la commissione; ma poi per me
lavorate, cantate, ballate, torna lo stesso... (Mi dà del tu; come
finirà?)
BOBI. — Oh così sta bene! Ma già basta guardarti: con quella bella cera
da frate priore, con quella pancia che pare un armadio da osteria, si
capisce subito che non puoi aver simpatia per il lavoro! To',
simpaticone, non so resistere al desiderio di abbracciarti!
EGISTO. — Resistete, ve ne prego, resistete!
BOBI. — Nossignore, voglio levarmi il gusto di ballare una volta con un
cavaliere... Musica!
(abbraccia Egisto per costringerlo a ballare: risate e
chiasso in piazza, ma è l'affare di un istante)