CARLO. — Canto o solfeggio, aspettate dopo le quattro.
GENN. — _Va buono, aspetterò, eccellenza; ma per me sulfeggià è come
respirà. Nui se nasce e se more cantanno, cioè sulfeggianno. State
buono, eccellenza... vi bacio le mani._
CARLO. — Martino Tavella. Queste sono le paghe dei massellatori: questa
la vostra.
MART. — Scusi... ma, con licenza parlando, mi pare che manchino tre lire
e mezzo.
CARLO. — Già: per la giornata di lunedì che avete passato a smaltire la
sbornia di domenica; e badate che sia l'ultima.
MART. — Sissignore; ma che vuole, coi fiaschi non si sa mai quello che
si è bevuto finchè non sono finiti!
CARLO. — E lui li finisce! — Oreste, perchè piangevi ieri sera?