EGISTO. — Coraggio, Agnese, siamo in tre! _(le porge il braccio e
s'avvia a sinistra)_
AGNESE. — Eppure, mentre obbedisco a mia madre senza fiatare, sento una
voce che mi suggerisce, non di osteggiare il mio povero Carlo, ma di
confortarlo.
EGISTO. — Ma che ti gira? Se, dopo la mia invenzione, avessi ascoltato
le voci, in casa non si mangerebbe altro che asparagi croccanti! Ma se
Carlo non può proprio stare senza inventare qualche cosa, m'inventi
degli altri figliuoli; saranno sempre più belli delle sue macchine.