_ANNA dalla destra. DETTE._
AGNESE. — Una no, molte, e questo mi dispiace assai.
ANNA. — Che cosa c'è ora?
AGNESE. — C'è che Carlo ha raccomandato di tener pronta la colezione per
le dieci e mezzo, e lei arriva in questo momento.
ANNA. — Spicciati dunque. _(ad Agnese)_ Mezz'ora prima, mezz'ora dopo
per la colezione non monta... Carlo aspetterà; aspetto io!
CARL. — La sente che non c'è tanta furia?
AGNESE. — Carlotta! _(ad Anna)_ Vedi, mamma?...
ANNA. — (Ha ragione). _(a Carlotta)_ Ciò non toglie che tu pigli ogni
pretesto per star fuori di casa delle ore che non finiscono mai. Che
alla domenica tu voglia vedere il damo, poichè ormai il damo ci ha da
essere, passi...
CARL. — Ma io non ho punto dami...
ANNA. — E chi era quel soldato che ti accompagnava al mercato ieri?
CARL. — Ah! quello... è un cugino.
ANNA. — Cugino od altro che sia, non tollero che tu stia fuori di casa
più del necessario.