NOTE:

[721] È egli da sospettarsi, che Atene contenesse soltanto ventunmila

cittadini, e Sparta non più di trentanovemila? Vedi Hume e Wallace sul

numero degli uomini nei tempi antichi e moderni.

[722] L'espressione usata da Zosimo e da Zonara può significare, che

Marino comandava una centuria, una coorte o una legione.

[723] La sua nascita in Bubbalia piccolo villaggio della Pannonia

(_Eutrop. IX Vittor. in Caesarib. et Epitom._) sembra contraddire, se

pure non fu puramente accidentale, la sua supposta discendenza dai Decj.

Contavano essi seicento anni di nobiltà, ma al principio di quel

periodo, erano soltanto plebei di merito, e dei primi che furono a parte

del Consolato coi superbi Patrizj: _Plebeiae Deciorum animae_, ec.

Giovenale, Sat. VIII 254. Vedi la coraggiosa parlata di Decio in Livio;

X 9, 10.

[724] Zosimo, l. 1, p. 10; Zonara l. XII, p. 924. _Edit. Louvre_.

[725] Vedi le prefazioni di Cassiodoro e di Giornandes. È cosa

sorprendente che quest'ultimo fosse omesso nell'eccellente edizione

degli Scrittori goti pubblicata da Grozio.

[726] Sull'autorità di Ablavio, Giornandes cita alcune antiche croniche

dei Goti in versi. _De Rebus Get._ c. 4.

[727] Giornandes c. 3.

[728] Vedi nei prolegomeni di Grozio diversi lunghi estratti presi da

Adamo di Brema, e da Sassone il Gramatico. Il primo scrisse nell'anno

1077, l'ultimo fiorì verso l'anno 1200.

[729] Voltaire, Storia di Carlo XII l. III. Quando gli Austriaci

desiderarono l'aiuto della Corte di Roma contro Gustavo Adolfo, essi

rappresentarono sempre questo conquistatore come il successore diretto

di Alarico. Harte Stor. di Gustavo. Vol. II. p. 123.

[730] Vedi Adamo di Brema _in Grotii Prolegomenis_ p. 104. Il tempio di

Upsal fu distrutto da Ingo re di Svezia, che cominciò a regnare

nell'anno 1075, e quasi 80 anni dopo fu sulle rovine di quello eretta

una Cattedrale cristiana. Vedi Dalin Stor. di Svezia nella Biblioteca

ragionata.

[731] Mallet, Introduzione alla Storia di Danimarca.

[732] Mallet, c. IV p. 65, ha raccolto da Strabone, da Plinio, da

Tolomeo e da Stefano Bisantino i vestigi di questa città e del suo

popolo.

[733] Questa stupenda spedizione di Odino, che deducendo l'inimicizia

dei Goti e dei Romani da una causa sì memorabile, potrebbe somministrare

il nobile fondamento di un Poema epico, non può sicuramente riceversi

come autentica Storia. Secondo il natural senso dell'Edda, e

l'interpretazione dei più abili critici, As-gard invece d'indicare una

vera città della Sarmazia asiatica, è il nome fittizio della mistica

dimora degli Dei, l'Olimpo della Scandinavia, donde si supponeva disceso

il Profeta, quando annunziò la sua nuova religione alle nazioni gotiche,

già stabilite nelle parti meridionali della Svezia.

[734] Tacit. German. c. 44.

[735] Tacit. Annal. II, 62. Se si potesse dar ferma credenza alle

navigazioni di Pitea di Marsiglia, dovremmo convenire che i Goti aveano

passato il Baltico trecento anni almeno avanti Gesù Cristo.

[736] Tolomeo l. II.

[737] Dalle colonie germaniche, le quali seguivano le armi dei cavalieri

Teutonici. La conquista e la conversione della Prussia fu compita da

quei venturieri del tredicesimo secolo.

[738] Plinio (Stor. Nat. IV 14) e Procopio _in Bello Vandal. l. I. c.

I._ s'accordano in questa opinione. Eglino vissero in tempi diversi, ed

ebbero diversi mezzi per investigare la verità.

[739] Gli Ostrogoti e i Visigoti, che è a dire i Goti orientali ed

occidentali, trassero questi nomi dalle originarie lor sedi nella

Scandinavia. In tutte le mosse, in tutti gli stabilimenti loro, essi

conservarono poi sempre, insieme coi loro nomi, la medesima relativa

situazione. Quando si partirono per la prima volta dalla Svezia, tre

vascelli contenevano la nascente loro colonia. Il terzo, essendo tardo

alla vela, rimase indietro, e quella turma, divenuta poi una nazione,

ricevè da questo circostanza il nome di _Gepidi_ o sia _infingardi_.

Giornandes, c. 17.

[740] Vedi un frammento di Pietro Patrizio nell'_Excerpta Legationum_; e

riguardo alla probabilità della data, vedi Tillemont. Stor. degli

imperat. tom. III. p. 346.

[741] _Omnium harum gentium insigne, rotunda scuta, breves gladii et

erga reges obsequium. Tacit. German._ c. 43. I Goti probabilmente si

procacciarono il loro ferro col commercio dell'ambra.

[742] Giornandes, c. 13, 14.

[743] Gli Eruli, e gli Uregundi, o Burgundi, sono specialmente

menzionati. Ved. Mascovio, Storia dei Germani, l. V. Un passo della

Stor. Aug. p. 28 sembra alludere a questa grande emigrazione. La guerra

Marcomannica fu in parte cagionata dalla furia delle barbare tribù, che

fuggivano dinanzi alle armi dei Barbari più settentrionali.

[744] D'Anville, Geografia antica, alla terza parte della incomparabile

sua carta dell'Europa.

[745] Tacit. German. c. 46.

[746] Cluver. Germania Anti. l. III c. 43.

[747] I _Venedi_, gli _Havi_, e gli _Antes_, erano le tre gran tribù del

medesimo popolo. Giornandes. c. 24.

[748] Tacito merita sicuramente questo titolo, e perfino la cauta sua

sospensione è una prova delle diligenti ricerche da esso fatte.

[749] La Storia Genealogica dei Tartari, p. 593. M. Bell (Vol. II p.

379) traversò l'Ucrania nel suo viaggio da Pietroburgo a Costantinopoli.

L'aspetto moderno del paese è una giusta rappresentazione dell'antico,

giacchè nelle mani dei Cosacchi rimane tuttavia nello stato di natura.

[750] Nel 16 Capit. di Giornandes, in vece di _secundo Maesiam_,

possiamo azzardarci a sostituire _secundam_, la seconda Mesia, di cui

Marcianopoli era certamente la Capitale. Vedi Ierocle _de Provinciis_, e

Wesseling _ad locum_ p. 636. _Itinerar._ È sorprendente come questo

palpabile errore del copista sfuggisse alla giudiziosa correzione di

Grozio.

[751] Il luogo è tuttavia detto Nicopo. Il piccol fiume, sulle cui

sponde era posto, sbocca nel Danubio. Geografia antica, tom. I. p. 307.

[752] Stefan. D'Anville, Byzant. _de Urbibus_, p. 740. Wesseling

_Itinerar._ p. 136. Zonara per un grossolano sbaglio, attribuisce la

fondazione di Filippopoli all'immediato predecessore di Decio.

[753] Ammian. XXX. 5.

[754] Aurelio Vittore, c. 29.

[755] _Victoriae Carpicae_, sopra varie medaglie di Decio, indicano

questi successi.

[756] Claudio (che regnò di poi con tanta gloria) si era posto al passo

delle Termopili con 200 Dardani, 100 cavalli gravi e 160 leggieri, 60

arcieri cretensi, e 1000 bene armate reclute. Vedi una lettera

dell'Imperatore al suo uffiziale nella Stor. Aug. p. 200.

[757] Giornandes, c. 16-18. Zosimo, l. 1 p. 22. Nella relazione generale

di questa guerra è facile scoprire gli opposti pregiudizj dello

Scrittore gotico e del greco. Nella trascuratezza solamente sono simili.

[758] Montesquieu: Grandezza e decadenza dei Romani. Egli illustra la

natura e l'uso dell'ufficio di Censore col suo solito ingegno e con una

precisione non ordinaria.

[759] Vespasiano e Tito furono gli ultimi Censori (Plinio Stor. Nat. VII

49. Censorino _de Die natali_.) La modestia di Traiano ricusò un onore,

ch'egli meritava, ed il suo esempio divenne una legge per gli Antonini.

Vedi il Panegirico di Plinio, c. 45 e 60.

[760] Pure, a dispetto di questa esenzione, Pompeo comparve dinanzi a

quel tribunale, durante il suo consolato. L'occasione fu, per vero dire,

e singolare ed onorifica. Plutarco _in Pomp._ p. 630.

[761] Vedi la parlata originale nella Stor. Aug. p. 173, 174.

[762] Ciò potè ingannare Zonara, il quale suppone che Valeriano fosse di

presente dichiarato collega di Decio. l. XII p. 625.

[763] Stor. Aug. p. 174. La risposta dell'Imperatore è omessa.

[764] Simile ai tentativi di Augusto per la riforma dei costumi. Tacit.

Annal. l. III. 24.

[765] Tillemont Stor. degl'Imperatori, tom. III p. 598. Zosimo ed alcuni

dei suoi seguaci confondono il Danubio col Tanai, e mettono il campo di

battaglia nelle pianure della Scizia.

[766] Aurelio Vittore riporta due diverse azioni per la morte dei due

Decj; ma io ho preferito il racconto di Giornandes.

[767] Ho ardito di copiare da Tacito (Ann. I 64) la descrizione di

simile combattimento tra un esercito romano ed una tribù di Germani.

[768] Giornandes c. 18. Zosimo l. I p. 22. Zonara I. XII p. 629 Aurelio

Vittore.

[769] I Decj furono uccisi prima dell'anno dugento cinquantuno, poichè i

nuovi Principi presero il possesso del Consolato nelle seguenti calende

di Gennaio.

[770] La Storia Augusta (p. 223.) assegna ad essi un posto molto

onorevole tra il piccolo numero dei buoni Imperatori i quali regnarono

tra Augusto e Diocleziano.

[771] _Haec ubi Patres comperere.... decernunt. Victor in Caesarib._

[772] Zonara l. XII, p. 628.

[773] Una _Sella_, una _Toga_, una _Patera_ di oro di cinque libbre di

peso, furono accettate con piacere e con gratitudine dal ricco Re

dell'Egitto (Liv. XXVII. 4.) _Quina millia aeris_, peso di rame del

valore di circa 36 zecchini, era il solito presente fatto agli

ambasciatori stranieri. Livio, XXI, 9.

[774] Vedi la fermezza d'un Generale romano fino al tempo di Alessandro

Severo nell'_Excerpta legationum_, p. 25. Ediz. del Louvre.

[775] Per la peste Vedi Giornandes, c. 19, e Vittore in _Caesaribus_.

[776] Queste improbabili accuse sono allegate da Zosimo l. I p. 23 24.

[777] Giornandes, c. 19. Il Gotico Scrittore almeno osservò la pace, che

i suoi compatriotti aveano giurata a Gallo.

[778] Zosimo l. I. p. 25, 26.

[779] Vittore _in Caesaribus_.

[780] Zonara, l. XII. 628.

[781] Banduri _Numismata_ p. 94.

[782] Eutropio, l. IX c. 6 dice _tertio mense_. Eusebio omette questo

Imperatore.

[783] Zosimo (l. I. 28) Eutropio e Vittore, pongono l'esercito di

Valeriano nella Rezia.

[784] Avea quasi sessant'anni quando salì sul trono, o, come è più

probabile, quando morì. Stor. Aug. p. 173. Tillemont Stor. degl'Imperat.

tom. III p. 893, not. 1.

[785] _Inimicus tyrannorum._ Stor. Aug. p. 173. Nella gloriosa guerra

del Senato contro Massimino Valeriano, si condusse con molto valore.

Stor. Aug. p. 156.

[786] Secondo la distinzione di Vittore, sembra ch'egli avesse ricevuto

il titolo d'_Imperator_ dall'armata e quello di _Augustus_ dal Senato.

[787] Da Vittore e dalle medaglie, Tillemont (tom. III p. 710) molto

giustamente inferisce, che fosse Gallieno associato all'Impero verso il

mese di Agosto dell'anno 253.

[788] Diversi sistemi sono stati immaginati por ispiegare un passo

difficile di Gregorio di Tours l. II, c. 9.

[789] Il Geografo di Ravenna, L. II, facendo menzione della

_Mauringania_ su i confini della Danimarca, come dell'antica sede de'

Franchi, dette origine ad un ingegnoso sistema di Leibnitz.

[790] Vedi Cluver. _Germania Antiqua_ l. III, c. 20 e Freret nelle

Memorie dell'Accademia delle iscrizioni, Tom. XVIII.

[791] Molto probabilmente sotto il regno di Gordiano, per una

accidentale circostanza pienamente discussa da Tillemont, tom. III, p.

710, 1181.

[792] Plinio Stor. Nat. XVII. I panegiristi frequentemente alludono alle

paludi dei Franchi.

[793] Tacit. German. c. 30, 7.

[794] Nei tempi susseguenti vengono all'occasione ricordati molti di

questi vecchi nomi. Vedine alcuni vestigj in Cluver. _Germ. Antiq._ L.

III.

[795] Simler _de Republ. Helvet. cum notis Fuselin_.

[796] Zosimo l. I, p. 27.

[797] M. de Brequigny (nelle memorie dell'Accademia, tom. XXX) ci ha

dato una molto curiosa vita di Postumo. Una serie della Storia Augusta,

per mezzo di medaglie ed iscrizioni, è stata più di una volta

progettata, e ve n'è tuttavia gran bisogno.

[798] Aurel. Vittore, c. 33. Invece di _pene direpto_ il senso e

l'espressione esigono _deleto_, benchè veramente, per diverse ragioni è

ugualmente difficile correggere il testo dei migliori scrittori, che

quel dei peggiori.

[799] Al tempo di Ausonio, sul fine del quarto secolo, Ilerda o Lerida

era in uno stato molto rovinoso, (Ausonio, _Epist._ XXV, 58) che

probabilmente era la conseguenza di questa invasione.

[800] Si è perciò Valesio ingannato supponendo che i Franchi invadessero

la Spagna per mare.

[801] Aurel. Vittore, Eutrop. XX, 6.

[802] Tacit. German. 38.

[803] Cluver. _German. Antiq._ III 15.

[804] _Sic Suevi a caeteris Germanis, sic Suevorum ingenui a servis

separantur._ Orgogliosa separazione.

[805] _Caesar in Bello Gallico._ IV, 7.

[806] Vittore in Caracal. Dione Cassio. LXVII p. 1350.

[807] Questa etimologia, molto diversa da quelle che divertono

l'immaginazione dei dotti, è conservata da Asinio Quadrato, Storico

originale, citato da Agatia, I c. 5.

[808] Gli Svevi impegnarono Cesare in questa maniera, e le loro

operazioni meritarono l'approvazione del vincitore.

[809] Stor. Aug. p. 215, 216. Dexippo nell'_Excerpta Legationum_, p. 8.

Hieronym. Cron. Orosio VII 22.

[810] Zosimo l. I, p. 34.

[811] Aurel. Vittore in Gallieno e Probo. I suoi lamenti sperano un

insolito ardore di libertà.

[812] Zonara, l. XII p. 631.

[813] Uno dei Vittori lo chiama Re dei Marcomanni, l'altro dei Germani.

[814] Vedi Tillemont Stor. degl'Imperat. tom. 3 pag. 398, ec.

[815] Vedi le vite di Claudio, Aureliano e Probo nella Storia Augusta.

[816] È quasi una mezza lega in larghezza. Storia genealogica dei

Tartari, p. 598.

[817] Vedi M. de Peyssonel, ch'era stato Console francese a Caffa, nelle

sue Osservazioni sui Popoli barbari, che hanno abitato sulle rive del

Danubio.

[818] Euripide nell'Ifigenia in Tauride.

[819] Strabone l. VII p. 309. I primi Re del Bosforo furono alleati di

Atene.

[820] Appiano in Mitridate.

[821] Fu soggiogato dalle armi di Agrippa. Orosio VI, 21. Eutropio VII,

9. I Romani una volta s'innoltrarono dentro, a tre giornate di marcia

dal Tanai. Tacit. Annal. XII 17.

[822] Vedi il _Toxaris_ di Luciano, se diamo fede alla sincerità, ed

alla virtù dello Scita, che riferisce una gran guerra della sua nazione

contro i Re del Bosforo.

[823] Zosimo, l. I. p. 28.

[824] Strabone, l. XI. Tacito, Stor. III. 47. Si nominavano _Camarae_.

[825] Vedi una descrizione molto naturale della navigazione dell'Eusino

nella XVI lettera di Tournefort.

[826] Arriano pone la guarnigione di frontiera a Dioscurias, o

Sebastopoli, quarantaquattro miglia all'oriente di Pizio. La guarnigione

di Fasi era al suo tempo composta di soli quattrocento pedoni. Vedi il

Periplo dell'Eusino.

[827] Zosimo, l. I p. 30.

[828] Arriano (_in Periplo Maris Euxini_ p. 130) assegna la distanza di

2610 stadj.

[829] Senofonte, Anabasis l. IV, p. 348. Ediz. Hutchinson.

[830] Arriano, p. 129. L'osservazione generale è di Tournefort.

[831] Vedi un'epistola di Gregorio Taumaturgo Vescovo di Neocesarea,

citato da Mascovio. V, 37.

[832] Zosimo l. I, p. 32 33.

[833] Itiner. Hierosolym. 572. Vesseling.

[834] Zosim. lib. I, p. 32, 33.

[835] Egli assediò la città con 400 galere, 150000 pedoni, e con

numerosa cavalleria. Vedi Plutarco in Lucul. Appian. in Mitrid. Cicerone

_pro lege Manilia_ c. 8.

[836] Strabone l. XII p. 573.

[837] Pocock, descrizione dell'Oriente, l. II c. 23 24.

[838] Zosimo, l. I, p. 33.

[839] Sincello riferisce una storia non intelligibile del principe

_Odenato_ il quale disfece i Goti, e fu ucciso dal principe _Odenato_.

[840] Viaggi di Chardin, Tom. I p. 45. Egli fece vela coi Turchi da

Costantinopoli a Caffa.

[841] Sincello, p. 382, parla di questa spedizione, come intrapresa

dagli Eruli.

[842] Strabone, L. XV, p. 495.

[843] Plinio, Stor. Nat. III.

[844] Stor. Aug. p. 181. Vittore, cap. 33. Orosio, VII. 42. Zosimo, L.

I, p. 35. Zonara, l. XII, 635. Sincello, p. 382. Non si possono senza

qualche attenzione spiegare o conciliare i loro imperfetti racconti.

Possiamo tuttavia rinvenire alcune tracce della parzialità di Dexippo

nella relazione delle sue proprie imprese, e di quelle dei suoi

concittadini.

[845] Sincello p. 382. Questo funesto corpo di Eruli fu per gran tempo

fedele e rinomato.

[846] Claudio, che comandava sul Danubio, pensò giustamente ed operò con

coraggio. Il suo collega fu geloso della di lui fama. Stor. Aug. p. 181.

[847] Giornandes c. 20.

[848] Zosimo ed i Greci, (come l'autore del _Tilopatride_) danno il nome

di Sciti a quelli che Giornandes e gli Scrittori latini costantemente

rappresentano come Goti.

[849] Stor. Aug. p. 178, Giornandes c. 20.

[850] Strabone l. XIV, p, 640. Vitruvio l. I c. 36, prefazione, e L.

VII. Tacito Annal. III, 61. Plinio Stor. Nat. XXXVI, 14.

[851] La lunghezza di S. Pietro di Roma è di 840 palmi romani; questo

palmo è di 8 pollici e 3 linee. Vedi le Miscellanee di Greave vol. I p.

233 sopra il piede romano.

[852] La politica de' Romani gl'impegnava a restringere i limiti

dell'asilo, che differenti privilegi avevano successivamente estesi sino

a due stadj intorno al tempio. Strabone l. XIV, p. 641. Tacito Ann. III,

60 ec.

[853] Non offerivano essi alcun sacrifizio agli Dei della Grecia. Vedi

Lettere di San Gregorio Taumaturgo.

[854] Zonara l. XII, p. 635. Un simile aneddoto conveniva perfettamente

al gusto di Montaigne. Ne fa uso nel suo saggio sopra il pedantismo l. I

c. 24.

[855] Mosè di Corene, l. II, cap. 71 73 74. Zonara l. XII. p. 628. La

relazione autentica dell'autore armeno rettifica il confuso racconto del

greco Storico. Costui parla dei fanciulli di Tiridate, il quale allora

era fanciullo egli stesso.

[856] Stor. Aug. p. 191. Macriano era nemico dei Cristiani, quindi essi

gli dieder l'accusa di magìa.

[857] Zosimo l. I p. 33.

[858] Stor. Aug. p. 174.

[859] Vittore in _Caesarib._ Eutropio 9. 7.

[860] Zosimo l. I p. 33. Zonara l. XII p. 630. Pietro Patricio _Excerpta

legationum_. p. 29.

[861] Stor. Aug. p. 185. Il regno dei Ciriadi è posto in questa

collezione prima della morte di Valeriano; ma alla cronologia dubbiosa

di uno Scrittore poco esatto, io ho preferito una probabile serie di

avvenimenti.

[862] La testimonianza decisiva di Ammiano Marcellino (23. 5) esclude

sotto il governo di Gallieno il sacco di Antiochia, che qualche altro

Autore pone alcun tempo avanti.

[863] Zosimo l. I p. 35.

[864] Giovanni Malala tom. 1 pag. 391. Egli trasfigura questo probabile

accidente con qualche circostanza favolosa.

[865] Zonara l. XII p. 630. I corpi di quelli, i quali erano stati

trucidati, servirono a riempire profonde valli. Le truppe dei

prigionieri erano condotte all'acqua come tante bestie, e un gran numero

di questi sventurati moriva per mancanza di nutrimento.

[866] Zosimo, l. I p. 25, assicura che Sapore sarebbe restato padrone

dell'Asia, se non avesse preferito il bottino alle conquiste.

[867] Pietro Patricio _Excerpta legat._ p. 29.

[868] _Syrorum agrestium manu._ Sesto Rufo c. 23. Secondo Rufo, Vittore,

Stor. Aug. p. 192 e più iscrizioni, Odenato era un cittadino di Palmira.

[869] Egli era in tanta considerazione presso le Tribù erranti, che

Procopio (_De bello Pers._ l. II c. 5.) e Giovanni Malala (tom. 1 p.

391) lo chiamarono Principe dei Saraceni.

[870] Pietro Patricio.

[871] Gli autori Cristiani insultano alle miserie di Valeriano, i Pagani

le compiangono. Il Sig. Tillemont ha raccolte con diligenza le loro

diverse testimonianze tom. 3 p. 739 ec. La Storia orientale, prima di

Maometto, è sì poco conosciuta, che i moderni Persiani ignorano

interamente la vittoria di Sapore, avvenimento così glorioso per la loro

nazione. Vedi la Biblioteca Orientale.

[872] Una di queste lettere è di Artavasde Re di Armenia. Siccome

l'Armenia era una provincia di Persia, quindi non hanno mai avuta

esistenza il Re, il Regno, e la lettera.

[873] Vedi la sua vita nella Storia Augusta.

[874] Esiste ancora un bellissimo epitalamio composto da Gallieno pel

matrimonio di sua nipote.

_Ite ait, o Juvenes, pariter sudate medullis_

_Omnibus, inter vos: non murmura vestra columbae,_

_Brachia non hederae, non vincant oscula conchae._

[875] Era sul punto di regalare a Plotino una città rovinata della

Campania per tentare di realizzare colà la repubblica di Platone. Vedasi

la vita di Plotino, scritta da Porfirio, nella Biblioteca Greca di

Fabrizio l. IV.

[876] Una medaglia, che ha l'impronta della testa di Gallieno, ha

sommamente imbarazzati gli antiquarj colle parole della leggenda

_Gallienae Augustae_, e con quelle che si vedono nel rovescio _Ubique

pax_. Il sig. Spanhemio suppone che questa medaglia fosse coniata da

qualche nemico di Gallieno, e ch'era un'amara satira della condotta

effeminata di questo Principe. Ma siccome l'uso dell'ironìa sembra

indegno della gravità della moneta romana, perciò il Sig. di Vallemont

da un passo di Trebellio Pollione (Stor. Aug.) ha dedotto una

spiegazione ingegnosa e naturale. Galliena era prima cugina

dell'Imperatore. Avendo liberato l'Affrica dall'usurpatore Celso, ella

meritossi il titolo di _Augusta_. Sopra una medaglia esistente nella

raccolta del gabinetto del Re di Francia, si legge una simile iscrizione

di _Faustina Augusta_ intorno alla testa di Marc'Aurelio. Quanto

all'_Ubique Pax_, si spiega facilmente colla vanità di Gallieno il quale

forse avrà colto l'occasione di qualche momentanea calma. Vedi

_Nouvelles de la Republique des lettres_ Gennaio 1700 pag. 21-34.

[877] Questo singolare carattere ci è stato, a quanto penso, trasmesso

con fedele pittura. Breve e travaglioso fu il regno del suo successore

immediato; e gli storici che scrissero avanti la elevazione della

famiglia di Costantino non avevano il più lontano interesse a travisare

il carattere di Gallieno.

[878] Pollione mostra la più minuta premura di compirne il numero.

[879] Il luogo del suo regno è alquanto dubbioso; ma vi era un tiranno

nel Ponto, e ci è nota la sede di tutti gli altri.

[880] Tillemont (tom. III, p. 1163) li riferisce alquanto diversamente.

[881] Vedi la parlata di Mario nella Stor. Aug. p. 197. L'accidentale

somiglianza de' nomi fu la sola circostanza, che potè tentare Pollione

ad imitare Sallustio.

[882] _Vos o Pompilius sanguis!_ Tale è l'apostrofe di Orazio ai Pisoni.

Vedi Art. Poet. v. 292 con le note di Dacier e di Sanadori.

[883] Tacit. Annal. XV 48. Stor. I 15. Nel primo di questi passi ci

possiamo arrischiare a mutare la voce _paterna_ in _materna_. In ogni

generazione da Augusto ad Alessandro Severo, uno o più Pisoni

compariscono tra i Consoli. Un Pisone fu da Augusto creduto degno del

trono (Tacit. Annal, I. 13.). Un altro fu il capo di una formidabile

congiura contro Nerone; ed un terzo fu adottato, e dichiarato Cesare da

Galba.

[884] Stor. Aug. p. 195. Il Senato, in un momento di entusiasmo, sembra

che si compromettesse dell'approvazione di Gallieno.

[885] Storia Aug. p. 196.

[886] L'associazione del coraggioso Palmireno fu l'atto il più popolare

di tutto il regno di Gallieno. Stor. Aug. p. 180.

[887] Gallieno aveva conferito i titoli di Cesare e di Augusto al suo

figliuolo Salonino, trucidato in Colonia dall'usurpatore Postumo. Un

secondo figliuolo di Gallieno successe nel nome e nel grado di suo

fratello maggiore. Valeriano, fratello di Gallieno, fu ancor esso

associato all'Impero. Diversi altri fratelli, sorelle e nipoti

dell'Imperatore formavano una numerosissima Reale famiglia. Vedi

Tillemont, tom. III, e il Sig. di Brequiguy nelle Memorie dell'Accademia

tom. XXXII, p. 262.

[888] Stor. Aug. p. 188.

[889] Regiliano aveva alcune bande di _Roxolani_ al suo servizio.

Postumo aveva un corpo di Franchi. Gli ultimi l'introdussero nella

Spagna, forse in qualità di ausiliarj.

[890] La Storia Augusta; p. 177, la chiama _servile bellum_. Vedi Diod.

Siculo l. XXXIV.

[891] Plin. Stor. Nat. V 10.

[892] Diod. Sicul. l. XVII. p. 590 edit. Wesseling.

[893] Vedi una curiosissima lettera di Adriano nella Stor. Aug. p. 245.

[894] Simile alla sacrilega uccisione di un gatto sacro. Vedi Diod.

Sicul. l, I.

[895] Stor. Aug. 195. «Una lunga e terribile sedizione ebbe il suo

principio da una disputa tra un soldato ed un paesano per un pajo di

scarpe.»

[896] Dionisio presso Eusebio. Stor. Eccles. vol. VII p. 21. Ammiano

XXII 16.

[897] Scaligero _animadver. ad Euseb. Chron._ p. 258. Tre dissertazioni

del Sig. Bonamy nello Mem. dell'Accadem. tom. IX.

[898] Strabone l. XII. p. 569.

[899] Stor. Aug. p. 197.

[900] Vedi Cell. Geogr. Antica tom. II p. 137 intorno ai confini

dell'Isauria.

[901] Stor. Aug. p. 177.

[902] Stor. Aug. p. 177. Zosimo l. I. p. 24. Zonara, l. XII p. 623.

Euseb. Chronicon. Vittore in Epitom. Vittore in _Caesarib._ Eutropio IX

5. Orosio VII 21.

[903] Euseb. Stor. Eccles. VII 21. Il fatto è preso dalle Lettere di

Dionisio, che nel tempo di quelle turbolenze era Vescovo di Alessandria.

[904] In un gran numero di Parrocchie si trovarono 11000 persone tra i

quattordici e i diciott'anni; 5365, tra i quaranta e settanta. Vedi

Buffon, Stor. Nat. tom. II pag. 590.

Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 01 · 第 41 / 45 题