Questa Acquila gentil che se disparte,
Et al Ciel va del suo triompho altiera;
Poi che passata havrà la quarta spiera,
So che in la quinta non staria cum Marte.
E se io me fido ne le sancte carte,
Di tanto honor l’octava non se spiera;
Ma de lo empyreo vargarà ogni schiera
E prenderà la più beata parte.
Spirto gentil de la Cita superna,
Che fai, oimè, che pensi, hor mai che miri?
Questa è pur nostra altissima speranza.
Homo è (chil nega?) e tutto el ciel governa,
E tal triompho porta di Martyri,
Che ogni splendor di Cherubin avanza.
3.
DE ASSUMPTIONE VIRGINIS MARIA, AD FRATREM JOANNEM DE ASCLA, ORDINIS
PRÆDICATORUM.
Questa celeste e gloriosa Dona,
Che al mondo già parea si pocha tera,
Ogi so ben che va sopra ogne spera:
Così fra noi la Chiesa ne ragiona.
Quel che la fa di Seraphin Madona,
Che da lei prese humana carne vera,
E tutto el Ciel discende, a schiera a schiera,
Per fagli honor e dargli la corona.
Qual gloria, qual triompho, o dolce frate,
Si fa del peregrino suo salire,
Ne lalto Ciel da quei legiadri spirti?
Felice quel, Regina, che po’ dirti
Un hymno dolce qual, io non so dire,
E po tochar le vesti toe beate.
4.