A poco a poco il sole risaliva su per le coltri del letto. Una chiazza
ancor abbagliante dilagava sulla bianca parete, a capo; ancora gli
origlieri se ne bagnavano e, come un casco dorato, lì, copiosa e lucida,
la capigliatura dell'Ercolano accoglieva riflessi quasi metallici. Le
coltri estive disegnavano una sagoma voluttuosa, un ricco e immoto seno
giovanile.
Era terminata la visita. Dei ritardatarii s'indugiavano presso a' letti,
impiedi, con le mani ancora poggiate sulle spalliere delle seggiole
dalle quali s'erano levati e dove pareva che stessero lì lì per
rimettersi a sedere come per tornare a discorrere coi loro malati.
Un giovanotto piccolo, bruno, col cappello di feltro molle su gli occhi,
ronzava da un pezzo attorno al letto della _rossa_. Ed era adesso così
intento a contemplare l'Ercolano, così conquistato da quella dolce
immobilità sopita, che non s'accorse null'affatto di due altri borghesi
che gli stavano alle costole e spiavano ogni atto di lui.
A un tratto si decise. Fece due passi verso il letto e cacciò la mano in
saccoccia.
--Fermo!--urlò uno dei borghesi, ch'era il brigadiere Guglielmi.
E gli fu addosso e lo abbrancò pel colletto. La guardia Cosentino gli
afferrava le braccia, di fianco.
--Che vuoi fare? Un'altra rasoiata? Fermo, corpo di Dio!...
L'uomo, agguantato così d'un subito, sulle prime non aveva opposta
alcuna resistenza. Ma ora cercava di divincolarsi.
--Fermo!--gridava il Guglielmi.
Cosentino gridava anche lui, voltato alla porta:
--Qua, qua! Custodi!
E mentre di laggiù, dal fondo della sala, qualche inserviente accorreva
e s'udiva gridare qua e là anche da' letti, la rossa si svegliò, di
soprassalto. Ora quel giovanotto le stava quasi di faccia.
Lo riconobbe. Gli era cascato il cappello, a piè del letto.
Mise un grido rauco:
--Tu! Tu!... Rafèle!...
--Cuccia!--le fece il Guglielmi.
Cosentino le gridava:
--Sorcio in trappola! Ora ce lo dirà lui chi è stato che t'ha sfregiata!
Lo sconosciuto mormorava, perdutamente:
--Io... sì... è vero...
Ma protesa dal letto, l'Ercolano urlava, con le braccia stese:
--No! No!... Non è stato lui!...
--Va bene!--rise il brigadiere--E ti credo, va! Parola d'onore. Vi
metterete d'accordo davanti al giudice!...
Cosentino si frugava, cercando le manette, e canticchiava:
_E ll'ammore è na catena,
nun se po' cchiù scatenà!..._
--Perquisiscilo--disse il Guglielmi.
L'uomo, pallido come un morto, si lasciò fare.
--Ha le saccoccie piene di ciliege--disse Cosentino.
Ne gettò sul letto due schiocche.
E alla _rossa_, che mordeva gli origlieri e si torceva tra le coltri,
gridò, ridendo:
--Toh, _rossa_! Le ciliege! E fattene buccole!...