Ora, si pubblicò un decreto di Augusto Cesare per fare iscrivere tutti
coloro che erano a Bethleem[68]. Giuseppe disse: Avrò cura di far
iscrivere i miei figliuoli, ma che farò di questa giovinetta? (Come la
iscriverò io?) la iscriverò come mia moglie? (Ella non è mia moglie
perchè l'ho ricevuta dal Tempio per conservarla) come mia figlia? Ma
tutti i figli d'Israele sanno ch'ella non lo è. Che ne farò io dunque?
Sicuro, il giorno del Signore, farò come il Signore vorrà. E Giuseppe
sellò un'asina e la fece cavalcare su quella. Ora Giuseppe[69] e Simone
seguivano a tre miglia. E Giuseppe volgendosi vide che Maria era triste
e disse tra sè: forse ciò che è in lei l'affligge. Poi volgendosi una
seconda volta la vide ridere, e soggiunse: Cosa è Maria, che la vostra
faccia è ora gaia, ora malinconica? E Maria a Giuseppe: Gli è che io
veggo dinanzi agli occhi miei due popoli[70], l'uno che piange e geme,
l'altro che sussulta di gioia e ride. Giunti a mezza via, Maria gli
disse: Scendetemi dall'asina, quegli che è in me fa ressa per uscire.
Giuseppe la discese dall'asina e le disse: Ove vi condurrò io poichè il
luogo è deserto? Ora, Maria disse ancora una volta a Giuseppe:
Conducetemi, portatemi via, quegli che è in me fa estremamente premura.
E subito e' la portò via.
[68] _Luc._, cap. II, v. 1.
[69] MARCO cap. VI, v. 3. Questo Giuseppe è altresì nominato Josè,
ed i quattro fratelli di Gesù sono Giacomo, Giuseppe, Giuda e
Simone.
[70] _Genes._, cap. XXV, v. 23.