Nota A.
Il Talmud, capitolo VI, Sanhedrin, parla della lapidazione di un Gesù di
Nazareth convinto di magia, di seduzione e di corruzione dei suoi
correligionari. Al capitolo seguente si trova menzionato un altro Gesù
figlio di Pandira e di Maria, crestaia, moglie di Studa, ovvero di una
certa Stada moglie di Papus, figlio di Iehuda. Questa Maria era di Lydda
e visse circa 70 anni dopo Maria, madre del Gesù dei cristiani. Gli è
questo il Gesù che, ci dice Raban Maur, i Giudei maledicevano in tutte
le loro preghiere come empio, figlio di un empio, il pagano Pandera, e
dell'adultera Maria. Infine, un terzo Gesù, dugento anni circa innanzi
il Cristo, aveva, dicono gli Ebrei, istituita l'idolatria della croce.
(_Disputat. R. Jachiel cum Nicol._ apud _Wagenseil Tela ignea Satanae_,
p. 16 ad 21. — _Raban Maur_, lib. _contra Judaeos_, n. 40, apud
_Chifflet, Int. scriptor. veter. de fid. cathol._, p. 333).
Il libro del _Toldos Jeschuà_ dà molti altri ragguagli. Eccone un
estratto.
Wagenseil, ove noi gli abbiamo attinti, avverte che Raymond Martin, nel
suo _Pugio fidei_, ne aveva già dato dei brani alquanto diversi da
quelli che egli pubblica. Ma le citazioni di questo libello fanno
stomaco. Le tralascio per ciò, come pure tralascio di riassumere
l'_Istoria di Jeschua di Nazareth_ di J. J. Huldrie, che si può leggere
in Potter, _Hist. du Christ_, ed altri documenti curiosi pubblicati a
Lipsia da Constantinus Tischendorff: _Evangelia apocrypha_, ecc. Traduco
invece dal Fabricius: _Codices apocryph. novi Testam._, i brani seguenti
del Protoevangelio attribuito a S. Giacomo. Le anime pie me ne sapranno
forse grado.