NOTTE D'AUTUNNO

Infuria il vento e nella bieca notte

Fredda la piova incalza.

L'acqua che stroscia dalle gronde rotte

Sui ciottoli rimbalza.

Entro l'oscurità profonda e vuota

Delle vie taciturne

Guizzan, specchiate nell'immonda mota,

Le fiammelle notturne

E nel sordido fango e nel pattume

Putrefatto del suolo,

Miserabile spettro, agita il lume

E fruga il ciccaiolo.

Quand'ecco dal silenzio esce lontano

Scalpito d'una rozza

E tra la pioggia, il vento ed il pantano,

Appare una carrozza

Che in un dirugginìo di chiavistelli

Trabalza oscenamente,

Col profilo dei birri agli sportelli

E le lanterne spente.

E il ciccaiol che vive razzolando

Nel brago e nel fetore,

Sente lo schifo e brontola sputando:

«Passa un commendatore!»

Rime di Argia Sbolenfi con prefazione di Lorenzo Stecchetti · 第 134 / 142 题