Giusti della fallita Apocalissi,
Marci Porci Catoni, in questo errai
Che delle birberie forse ne scrissi,
Ma non ne feci mai.
Oh se n'avessi fatto, e lo potevo,
Di che frasche m'avreste incoronata!
Un'abiura e tra i grandi anch'io sedevo,
Illustre deplorata!
Ma l'arte di lustrar le scarpe ai ladri
Curvando il dorso, mi negò natura;
Perciò gridate che incitai le madri
A strillar di paura.
Chi parla di viltà? Chi con gagliarde
Frasi, dopo il caffè, facil tribuno,
Povere donne, vi chiamò codarde
Perchè vestite a bruno?
Chi fumando in poltrona, empie i giornali
Di vendette, di stragi e di rovine,
Da la ciambella moderando l'ali
Dell'aquile latine?
Chi dei debiti nuovi alla conquista
Le apostrofi all'onor guida in falange
E soggioga lo Scioa dal liquorista,
Insultando chi piange?
Ah, siete voi? Salute o ben pensanti,
In cui l'onor s'imbotta e si travasa;
Ma dite un po', perchè gridate «avanti!»
E poi restate a casa?
Perchè, lungi dai colpi e dai conflitti,
Comodamente d'ingrassar soffrite,
Baritonando ai poveri coscritti
«Armiamoci e partite?»
Partite voi, se generoso il core
Sotto al pingue torace il ciel vi diede.
O Baiardi, è laggiù dove si muore
Che il coraggio si vede,
Non quì, tra le balorde zitellone,
Madri spartane di robuste prose,
Che chieggon morti per compor corone
D'alloro, ahi, non di rose!
Ma no, non partirete! A questi tempi,
Se dovesse mancar «la parte sana,»
Chi resterebbe a predicar gli'esempi
Della virtù romana?
Chi resterebbe a consolar coi detti
Le vedove beltà che il bruno adorna?
Chi li farebbe i brindisi ai banchetti
Per chi parte o chi torna?
Ah, forti Aiaci della guerra a fondo,
Ussari della morte, ah, non tentate
D'uscir di qui per conquistare il mondo,
Perchè, se ve ne andate,
Forse la vigna che godeste voi
Fruttar potrebbe ad operai più scaltri...
No, restate, restate a far gli eroi
Con la pelle degli altri!
QUANDO IL MUNICIPIO DI BOLOGNA
FESTEGGIÒ LA B.V. DI S. LUCA
ESPONENDO I CENCI ANTICHI
PER INVITO DEI CLERICALI
MASCHI E FEMINE
Dicono--Gesù mio, quanto schiamazzo
Per due vecchi tappeti!
Nemmen se ritornassero in Palazzo
Gli Svizzeri ed i preti!
I contadini a non vederli esporre
Ci credevan birbanti;
Sono elettori anch'essi e quando occorre
Votan pei ben pensanti.
Che v'importan quei cenci o i _Credi_ fatti
Recitar nelle scuole?
Siam liberali. Non badate agli atti,
Badate alle parole.
Rispondono--I tappeti alla ringhiera
Non son stracci e cimosa;
Cencio di pochi palmi è una bandiera,
Ma vuol dir qualche cosa.
O le liste da chi furono empiute
E da chi consigliate?
Voi ci diceste; non le abbiam vedute:
E pur lo sapevate!
Confessatelo, via, siate leali,
Poichè non siete scaltri:
Voi pascete di fumo i liberali
E d'arrosto.... quegli altri.
Ma v'è chi dice--Ecco, Bisanzio ancora
Con le ciarle si regge
Dei cento legulei della malora
Che gli falsan la legge.
Lasciamoli cianciar del più e del meno,
Lasciamoli garrire;
Noi guardiamo più in alto, ad un sereno,
Ad un santo avvenire.
Noi guardiamo più in alto e questa bassa
Miseria non ci tange.
Con ben altra eloquenza il cor ci passa
La voce di chi piange!
Ma quando il pianto cesserà e verranno
Ben altre feste, allora
Quelle coltri lassù, riscalderanno
Il letto a chi lavora.