Io, diventata vacca
Per volontà di Giove,
Fessa, dolente e stracca,
Così diceva al bove:
«Come mi sento fiacca
E rotta in ogni dove!
Non valgo una patacca
In queste forme nuove:
»Il fieno m'è indigesto
E i visceri m'annoda
In modo disonesto.
»L'utile sol ch'io goda
Nel mutamento, è questo:
Che guadagnai la coda.»