A LUI

Perchè, Mio Bene, se vicin mi siedi

Taci e rivolgi gli occhi ai travicelli,

Oppur ti osservi attentamente i piedi

Quasi credendo di trovarli belli?

Guardami invece gli occhi e leggi e vedi

Di quante fiamme il nuovo amor li abbellì;

Guardali, non temer, fissali e credi

Che prometton ben più ch'io non favelli.

Parla e fa che il timor non vinca e prema

Del tuo vergine cor l'immenso affetto:

Chi vuol gli amplessi miei, tenti e non tema.

Parla, poichè il mio gaudio, il mio diletto,

La mia felicità sola e suprema,

Dalla tua lingua, amico mio, l'aspetto.

Rime di Argia Sbolenfi con prefazione di Lorenzo Stecchetti · 第 74 / 142 题