SONETTO SBOLENFIO

Rana, sovrana dell'umana e ignobile

Razza, che pazza sguazza in brago orribile,

Sdegno il tuo regno indegno e sfido immobile

Mira! l'ira tua dira e inestinguibile!

Tardi e codardi dardi avventi al nobile

Mio petto, schietto, eletto e irremovibile.

Sprezzo il tuo lezzo e in mezzo al volgo mobile,

Vera guerriera e fiera, io sto invincibile.

Il mondo in fondo è tondo ed è volubile,

Come una luna la fortuna è instabile,

E, onesta o lesta, niuna resta nubile;

Sol io, mio Dio, col mio desio ineffabile,

Giaccio, e non straccio il tuo laccio insolubile,

Rana ircana, malsana e miserabile!!

[*] Batracio simbolico di cui vedi indietro.

Rime di Argia Sbolenfi con prefazione di Lorenzo Stecchetti · 第 38 / 142 题