MELIBEO

Titiro, tu che d'un gran faggio all'ombra,

A gambe aperte, stravaccato[1] stai,

Mangiando allegramente una cucombra,[2]

Un canonico sembri e chi sa mai,

Chi potesse vederti le budelle,

Bollettario, anche te che sghissa[3] avrai!

Io stento invece e queste pecorelle

Sono ormai senza tetto e senza pane

E campan di polenta e di sardelle.

Hai forse avuto eredità lontane?

Hai rubato una pisside o un ciborio?

O ti fai mantener dalle sottane?

Rime di Argia Sbolenfi con prefazione di Lorenzo Stecchetti · 第 25 / 142 题