L’EDITORE AI SUOI LETTORI

[Illustrazione: Alle preghiere di sua moglie piangente

finalmente egli firmò, aggiungendo oltre al suo nome queste

due lettere: V. C. (VI COACTUS) che vogliono dire: OBBLIGATO

DALLA FORZA. pag. 4.]

IL

TULIPANO NERO

PER

ALESSANDRO DUMAS

Prima Versione Italiana

DI GIOVANNI CHIARINI.

Volume Unico.

PARTE PRIMA.

FIRENZE

VINCENZO BATELLI

Editore.

L’editore intende valersi del diritto accordatogli dalla

Legge dei 22 Maggio 1840 sulla proprietà letteraria.

Firenze, Tipografia del Vulcano, 1851.

_Omne tulit puntum, qui miscuit utile dulci,_

_Lectorem delectando, pariterque monendo._

Q. HORAT. FLAC. De Art. poetic.

Quei che l’utile al dolce accoppia, coglie

Pienamente nel segno, dilettando

E del paro ammonendo il suo lettore.

L’EDITORE AI SUOI LETTORI

_Due parole per conto mio a Voi, pregiatissimi soscrittori a questa mia

Raccolta Romantica, le quali stieno a testimoniare la mia riconoscenza

e il mio intendimento. La prima è piena e sentita; e non potrei con

parole esprimerverla, veggendo il favore con cui avete accolto questa

mia impresa tipografica, tenue sì per il suo intrinseco, se voglia

guardarsi alla scorza, ma forse grande pel suo morale intendimento._

_E siccome tutto giorno va ripetendosi che meglio sarebbe chiudere

tutte le tipografie, perchè così non si guasterebbe la mente ed il

cuore dei creduloni e dei malaccorti, io intendo di mettervi innanzi

candidamente le mie idee su questo proposito, per corrispondere in

tal guisa al valido soccorso, che mi prestate, aprendovi la stranezza

della mia mente, la quale non credo così malata, come tante altre che

si stimano sane, a cui più non basterebbe fare ogni anno il viaggio ad

Anticira._

_Verissimo che sonovi per nostra disgrazia non pochi libri, se vuolsi,

dannosissimi non solo allo individuo che ne assapora la lettura, ma

all’ordine sociale, cui tendono al dissolvimento. Che vorrebbesi

addurre da ciò? Il pio desiderio di dare l’ostracismo a qualsiasi

libro, che non fosse di quel dato peso, e misura? Cosa ben difficile

a conoscere il peso e la misura delle anime pie, cui esse cambiano a

seconda delle loro ardenti aspirazioni. Ma non sarebbe meglio, senza

por mente alle stranezze di qualsiasi genere, che ci fosse in ogni

Stato un’estesa pubblica istruzione, una educazione morale, la quale

per tempo insegnasse a fare distinguere il pane dai sassi, come suol

dirsi; ed allora ogni pessima lettura servirebbe viepiù a rinforzare il

sentimento del buono e dell’onesto, come i veleni più micidiali servono

sovente a ricondurre l’ammalato in piena salute._

_Mettiamoci un poco la mano sul cuore, e neghiamo, se siamo da tanto

che tutte le vicissitudini, i movimenti, i desiderii, le tendenze

attuali non sieno il frutto della voluta privativa della scienza per

incatenare con l’anima il corpo? Quando mi si riduce l’uomo allo stato

di bruto, bisogna bene che le sue opere concordino con la sua natura,

che io chiamerò francamente, brutale, perchè la parola, la quale

sola lo distingue dagli esseri non pensanti, ve lo congiunge pel non

sviluppo razionale, che così invano Iddio gli avrebbe donato. E le

povere masse su questo rapporto troveranno certo misericordia appo Dio,

che non vorrà punirle come il servo cattivo del Vangelo, che invece di

trafficare il talento datogli dal suo padrone, andò a sotterrarlo: nel

nostro caso gli è fatto sotterrare non dalla propria paura di esserne

derubato, come il servo del Vangelo, ma dalla paura del padrone, il

quale stoltamente crede che il servo lo possa trafficare a di lui

danno._

_E poi si grida alla canaglia! al fango! Ma, Signori miei,

rammentiamoci che il fango in mano di abile e saggio agricoltore,

che lo manipoli e lo riduca, diventa il terreno più fertile per ogni

genere di raccolta, ed è adatto alla cultura dei fiori i più belli

per spoglia, e i più grati per effluvi odorosi. Ditemi un poco, se

non fosse il fango, cosa sarebbe l’Egitto? un deserto più mortifero di

quello che lo circonda. Ma se i saggi agricoltori con l’industria e con

arte non facessero sì di fare quel fango prontamente disseccare e non

lo lavorassero, l’Egitto sarebbe una pestifera palude. Il fango del

Diluvio, simboleggia saggiamente la Mitologia, procreò uno smisurato

serpente, che divorava tutte le nuove generazioni; Apollo, simbolo

della scienza educatrice, lo uccise. Non si trascuri l’esempio di

Apollo, se non vuolsi che il serpente nato dal fango divori tutti gli

ordinamenti sociali._

_I popoli educati e istruiti sono stati i più tranquilli e i più

morali uomini del mondo. Contatemi tra il popolo ebreo una rivoluzione

sociale. Nessuna; perchè tutti erano profondamente istruiti nei doveri

religiosi e civili. David era un pastore; si leggano i suoi salmi, e ci

faremo un’idea della educazione di tutto il popolo ebreo._

_Chi più severi di costume e più leali nel trattare, e più forti nelle

armi degli Spartani? L’esercizio giornaliero del corpo, il profondo

rispetto pei più vecchi, la venerazione per un Dio supremo, erano il

frutto di queste loro virtù famigliari, anzi cittadine._

_Nè mi si venga a ricantare, che Licurgo gran legislatore di Sparta

avesse proibito ogni lettura ai suoi concittadini. Per quanto sappiamo

non si conoscevano altri scritti che quelli del grande Omero; e di

questi non solo ne permise la lettura, ma raccomandolla: perchè nella

Iliade specialmente di quel divino poeta avvi tutta la scienza tanto

sacra che profana, con la quale potevasi informare la mente ed il cuore

dei suoi concittadini._

_Non mi si gridi: alla croce! se io con questa premessa sembrassi

voler concludere, che anco con i Romanzi, ma però morali, e informati

da sani principii e aventi per fine una qualche privata o pubblica

virtù, si possa educare e istruire. Lungi il sacrilegio del confronto,

ma non mi si nieghi l’utilità: l’ombra di Omero, cieca come il

Destino e dura come il di lui trono di ferro, nebulosa giganteggia

ancora sul mondo pagano, nascondendo il suo capo tra le fitte tenebre

della degradata divinità; come l’ombra di Dante caccia la sua lucida

fronte negli splendori eterni di un Dio tutto misericordia, mentre

tremenda per i rei stringe nella destra il flagello inesorabile della

divina giustizia; e solo quest’ultimo, se si avessero avuti degli

accorti Licurghi, basterebbe per civilizzare il mondo intero. Ma per

intenderlo, per alzarsi seco lui fino al Paradiso, ci abbisogna il

soccorso delle scienze teologiche che ci vengono insegnate con la

Dottrina del Bellarmino, e il corredo delle scienze umane, la cui

porta si apre col Donato e dopo sette anni si chiude col Mancino ai

pochi eletti a non intender nulla e a voler di tutto parlare. Ecco la

gangrena dell’attuale società._

_Ora dunque, che vi è tanta smania di leggere, e leggere specialmente

tutti i Romanzi d’oltremonti (non esclusi i giornali, sfacciati Romanzi

diurni) mi sono proposto di darne una collezione di_ SEI, _ma però

scelti come suol farsi per una collana di opere di morale istruzione, e

offrirla ai miei concittadini. La Francia, l’Inghilterra, la Germania

mi daranno la loro contribuzione, che però sarà nuova per l’Italia; e

già non ho mancato di procurare un nuovissimo Romanzo italiano a questa

mia raccolta, il quale di soggetto storico, rammenterà le gesta, i

rivolgimenti e i falli dei nostri padri, a insegnamento della presente

generazione._

Il tulipano nero · 第 1 / 42 题