La gente se n’andava alle sue faccende. Scoccavano le dieci; ed ecco il
suono lugubre della campana del Bargello che incomincia a percuotere
l’aria. Il bisbiglio rinasce. Uno, due, tre.... escono dalle case,
dalle botteghe, e via a corsa verso il Bargello[266] e non solamente
uomini, ma ragazzi, e donne e fanciulli. Pur taluno proseguiva pel
fatto suo, e allestiva il passo, e sospirando si chiudeva gli orecchi.
Udii un bambino domandare alla mamma che cosa volesse dire quella
campana e quel correre della gente: — Raccomandiamolo a Dio, — gli
rispose; — suonano per uno che ha fatto del male. — E s’affrettava per
chiudersi in casa.
Ma gli altri: — Vieni tu? Animo, si fa in un momento.
— Oggi ce ne sono tre.
— Sì, bisogna vederli.
— Sventurati! — esclamò un sacerdote, che forse era il parroco, —
sventurati loro, e voi più di loro! E avrete il cuore di lasciare le
vostre faccende per vedere l’infamia e il gastigo dei vostri fratelli?
La giustizia umana avrà forse bisogno di questi tremendi esempj; ma
voi, perchè, trascurando il proprio dovere, abbandonate la bottega
o la famiglia per sì crudele curiosità? Quei meschini son lì perchè
hanno trascurato il proprio dovere.... pensateci! E se la disperazione
non gli avesse accecati, o se avessero avuto la fortuna meno avversa,
forse non sarebbero nè anche colpevoli. Compiangeteli piuttosto, e
pregate Dio, affinchè possano sopportare con pazienza il loro gastigo,
e ravvedersi. —
Alcuni tornarono indietro; e il buon parroco accompagnatosi con essi,
strinse affettuosamente le loro mani, li condusse in un oratorio
vicino, e fatta insieme una breve orazione a Dio, implorò perdono e
misericordia pe’ traviati. La sua voce era commossa e, qualche lagrima
cadde dagli occhi di coloro che lo avevano seguìto.