AVVERTIMENTO

Ristampando nella nostra _Biblioteca Scolastica_ i _Racconti

popolari_ di Pietro Thouar, li abbiamo adornati di illustrazioni

fatte opportunamente disegnare, li abbiamo arricchiti di alcune

noterelle compilate nell’intento di chiarire qua e là il testo, di

ricordare località che oggi più non esistono perchè hanno dato luogo

al riordinamento ed all’abbellimento di Firenze, di spiegare il

significato di qualche vocabolo fuori d’uso, o proprio del vernacolo

fiorentino.

I libri del Thouar non invecchiano; spirano anzi freschezza perenne, e

i racconti in questo volume compresi sono storie dalle quali il nostro

popolo può sempre ricavare utili insegnamenti. Quando furono la prima

volta pubblicate le _Tessitore_, che sono pagine d’interesse altamente

sociale, Giuseppe Giusti, testimone non sospetto, come quegli che da

qualsivoglia adulazione dignitosamente aborriva, scriveva al suo caro

Pietro: «Felice chi ha saputo e potuto mantenersi un cuore così buono,

come ci vuole a scrivere quel libro. Credi che tu mi hai fatto fare

l’esame di coscienza e l’atto di contrizione almeno dieci volte. Mi

duole di doverti dire che non avrai lettori quanti ne meriti, se per

lettori s’intende dire persone che sappiano valutare un libro. Ma non

ti fermare per questo; verrà un tempo che questi scritti si faranno

sentire pienamente.»

Pietro Thouar compendia in sè un’esistenza spesa tutta per il bene

della gioventù, per il progresso morale e civile del popolo, per il

trionfo della verità e della giustizia, per l’avvenire della grande

patria italiana; dalla lettura di queste sue narrazioni l’anima esce

migliorata, consolata, commossa da dolce pietà, non straziata nè

abbattuta da luttuose e tetre storie; perchè la pittura della virtù,

ne’ suoi scritti, a quella del vizio sopravanza; ed egli voleva che i

virtuosi esempi avessero valore di correggere e di edificare.

Con uno stile piano, scorrevole, stile in cui il Thouar fu eccellente

maestro, e che ha servito a tanti di lezione, egli osservava i costumi

e tentava di rigenerare le plebi; studiava i bisogni del popolo e

lo istruiva; la vita del povero e dell’artigiano era un libro in cui

spesso egli apriva le pagine, non di rado piene di lagrime e di dolore,

e da quelle traeva argomento ad educare la gioventù.

Non aggiungiamo parole a raccomandare la nuova edizione; il largo

smercio, che trovano nel favore del pubblico i nostri volumi, ci ha

concesso, nonostante i miglioramenti introdotti in questo, di ridurne

il prezzo della metà.

_Firenze, maggio 1888._

Racconti popolari · 第 3 / 35 题