JARBA _(ai soldati)_. Partitt! In marcia chi vuol!
_(Jarba si allontana seguito dai soldati, dalle donne, ecc.—I Ministri
seguono il corteggio del re Jarba. Il Questore e alcuni dignitari
di corte si fanno intorno a Didone svenuta, e le porgono i soccorsi
richiesti dal caso)_.
GIOVE E GLI ALTRI NUMI _(dall’alto di una nuvola)_.
Hai già toccata la quarantina,
Pentiti, pentiti, vecchia regina...
Coi militari non darti impaccio,
Ai preti, ai frati gettati in braccio...
DID. _(svegliandosi)_. Dove sono?.... Che è stato? Voi... Prefetto!
Voi.... Questore! Lasciatemi! Ho bisogno di rimaner sola. _(al
Prefetto, consegnandogli alcuni biglietti da cento)_ Vi prego di
mandare questo mio piccolo tributo alla Società della Propaganda per
l’obolo. _(al Questore)_ Incaricatevi voi di far celebrare domani un
uffizio funebre a suffragio dell’augusto defunto che divise per tanti
anni il suo scettro con me. Ed ora, allontanatevi!...
_(Tutti se ne vanno)_.