Viva la danza!
Viva la guardia mobile!
Viva gli uffiziali del _settimo_!
_(Squilli di istrumenti metallici. Le coppie dei ballerini si
avanzano)_.
DID. _(furiosa)_. Alto là! Chi ardisce suonare in queste regali soglie
senza un cenno della sovrana? Questore... arrestate immediatamente gli
istromenti colpevoli...
_(Terrore generale.—Le guardie di questura si avanzano)_.
JARBA _(venendo dal buffet)_. Reccina... niente temere mie soltati...
Io tare subito ortine partire immediatamente per mio accompagnamento a
regno te miei padri...
DID. _(volgendo a Jarba un’occhiata pregna di fluidi elettrici)_. Re
Jarba, illustre e nerboruto principe della Mauritana calidissima terra;
confesso di aver avuto dei torti con voi...
JARBA _(ridendo)_. Ah! ah! niente torti, reccina.
DID. Ma sono pronta a ripararli... La solenne dimostrazione di simpatia
che le mie donne, senza distinzione di età, porgono in questo momento
ai vostri altrettanto valorosi che profumati uffiziali, mi imporrebbero
quasi a dovere ciò che nel mio cuore di donna, di regina e di vedova,
era già stabilito per forza di simpatia. Re Jarba, dimenticate i miei
torti, io vi offro la mia mano, la metà del mio talamo e del mio trono,
e tutto quanto il mio scettro in ricambio del vostro. Re Jarba, io sono
a voi—consentite?