JARBA, ACATE.—_Seguaci di Jarba_.
JARBA _(ad Acate)_. Affere visto brincipe troiano?
ACATE. Illustre re dei Mori, se voi intendete parlare dell’augusto
Enea, levate gli sguardi, miratelo, egli parte in questo istante sulle
ali dei venti.
JARBA. Toffe diretto?...
ACATE. Alle navi, dove fra poco io dovrei raggiungerlo. Stretto da
imperiose necessità, non ultima delle quali il desiderio vivissimo di
affrettare i fati d’Italia, egli mi esprimeva poco dianzi il più vivo
rammarico nel dover partire senza porgervi di persona gli attestati
della sua stima e della sua inalterabile benevolenza. L’Italia ha
bisogno di alleati, mi diceva, ed io contava assai su questo generoso e
illuminato monarca... Ma il tempo stringe; come vi ho detto, è d’uopo
ch’io non indugi un istante a raggiungere il mio principe. Degnatevi
dunque accogliere, o illustre Jarba, questa testimonianza palpabile
dell’alto concetto in che noi vi teniamo, il mio principe, il mio
popolo ed io, e sia questo un primo, indissolubile legame, che stringa
due sovrani creati per intendersi, e due nazioni sorelle _(sottovoce)_
create per... esecrarsi _(leva di tasca un astuccio e lo porge a
Jarba)_.
JARBA. Cossa star questo?
ACATE. Il gran collare della Denunziata...
JARBA _(al colmo dell’ira)_. Non statte cane io... Non metter collare...
ACATE _(da sè)_. Giove mi aiuti ad uscir dalle grinfe di questo
barbaro, che non intende ragione... _(forte ad Jarba)_ Ma non sapete,
augustissimo Jarba, che questa è una delle onorificenze più insigni che
un monarca possa conferire ad altro monarca? Non sapete che, mettendovi
al collo questo cordone dorato, voi diventate cugino del nostro re?
JARBA _(ruggendo colla schiuma alla bocca)_. State palle, palle, palle,
sempre palle troiane! _(volgendosi ai suoi)_ Impatronittevi ti questo
imbosture, che mi foler metter collare come cane intanto che l’altro
porta via pella Titone!
ACATE _(da sè)_. Quale idea luminosa! _(a Jarba)_ Ah! voi temete un
inganno! Voi diffidate del mio principe! Voi credete che un troiano di
sangue sia capace di un tradimento! Voi imaginate che il nomignolo di
_fido_ me le abbiano dato per burla! Volete saperlo, dove si trova in
questo momento la vostra Didone? Volete che io ve la metta in braccio?
Degnatevi, Maestà, di chinare l’augusto orecchio alla portata delle
mie umili labbra, ed io vi mostrerò di quali sacrifizii sia capace un
troiano per procacciare al futuro regno d’Italia delle alleanze solide
e durature.
JARBA _(avvicinandosi ad Acate)_. Foi dite che bella Tittone?...
_(Acate parla sommessamente all’orecchio di Jarba, che fa gli occhiacci
guardando verso la grotta)_.