_Atrio nella Reggia di Didone_.
DIDONE _in abito da caccia, il_ MINISTRO _delle finanze, il_ PREFETTO.
DID. Insomma, pensateci voi... Vi hanno dei doveri internazionali
che debbono essere rispettati da qualunque governo civile; fra
questi io pongo in prima linea il dovere dell’ospitalità. Non sia
detto che dai nostri liberi Stati venisse respinta questa illustre
falange di emigrati politici, i quali non sono rei d’altro delitto,
fuorchè di aver veduto la loro patria consumarsi in un incendio. È
dunque necessario che il Parlamento decreti una somma speciale pel
mantenimento dell’emigrazione troiana. Voglio che a ciascun emigrato
si assegni un sussidio mensile in ragione della nascita, dei titoli,
dei gradi, delle cariche civili e militari. Io sono d’avviso che un
buon prestito di cinquecento milioni provvederà sufficientemente alla
bisogna. Che ne dite, onorevole ministro delle finanze?
MIN. La Maestà Vostra non deve ignorare che ogni qualvolta
un’operazione finanziaria di tal genere incontrò nel paese delle serie
difficoltà, queste non partirono mai dal suo gabinetto. Non oserò
però dissimulare all’Altezza Vostra che da alcun tempo l’opposizione
si è molto rinvigorita alla Camera, e vi è a temere che la misura
di stanziare una somma per sussidio dell’emigrazione troiana abbia
ad essere respinta non solamente dalla sinistra, ma anche dal terzo
partito.
PREF. Sicuramente. Il terzo partito è forte...
DID. Voi pure, onorevole Prefetto, siete d’avviso che la proposta non
incontrerebbe l’approvazione della maggioranza?
PREF. Ho detto che il terzo partito è forte...
MIN. La sinistra è compatta...
DID. La sinistra!... Il terzo partito! Mi fate ridere, onorevoli amici.
Sarà dunque vero che io... io donna inesperta e quasi esordiente
alla vita politica, debba spiegare a voi i meccanismi segreti del
sistema costituzionale, e insegnarvi in qual modo si formino alla
Camera le maggioranze? I deputati della sinistra vi fanno paura...
Ma non avete ancora capito che la più parte di questi signori non
attendono, non vagheggiano che una occasione favorevole per passare
alla destra con armi e bagaglio? Gli uomini del partito governativo
per essi sono gente venduta; ogni qualvolta la maggioranza vota in
nostro favore, i sinistri esclamano alla corruzione... Non vi pare che
con questa maniera di linguaggio essi vi dicano apertamente: signori
ministri, lasciate correre qualche spicciolo e saremo con voi?... Ho
assistito qualche volta dalla tribuna reale alle sedute della Camera;
e sempre, quando intesi un deputato dell’opposizione apostrofare un
onorevole della destra col titolo di _venduto_ e di _corrotto_, negli
sguardi dell’oratore, nella concitazione dei gesti, nell’enfasi delle
declamazioni mi parve leggere questo segreto concetto: non vi ha dunque
nessuno, proprio nessuno che finalmente mi usi la buona grazia di
_comperarmi_!
MIN. Ah! Regina! non credo adularvi asserendo che in questo momento voi
siete all’altezza della situazione...
PREF. Che l’ombra del vostro augusto consorte mi perdoni, se io non
esito a proclamare che mentre a quell’ottimo Re noi dobbiamo saper
grado dello Statuto accordatoci, voi prima, voi sola ci avete insegnato
ad interpretarlo e ad applicarlo in maniera che desso riesca a vero
vantaggio del paese.