DIDONE—ANNA—BERTA—CLIVIA—RUBINIA—e_ poche ancelle—indi il_
Questore.
DID. Anna... mia dolce sorella... Lascia che io sfoghi sul tuo seno
il mio dolore immenso. Ah! tu non fosti mai maritata... nè puoi
immaginare...
ANNA. Ho sempre desiderato di trovar marito—epperò comprendo quanto tu
debba soffrire nell’aver perduto il tuo.
DID. Perdere!... ma ciò è ben più grave che non trovare... Vedi,
sorella, voglio spiegarmi con un paragone: tu sei abituata a prendere
il thè ogni sera...
BERTA. Sicuro! quando si è abituati a prendere il thè ogni sera, non
si può dormire se prima...