DID. Chi ardisce opporsi alla mia volontà?... Ah... siete voi... voi
mio primo ministro! E avete osato portare la mano sulla mia sacra,
inviolabile persona?...
I MIN. Perdono, o regal donna. Mi spiace dovervi ricordare che sotto il
regime costituzionale...
DID. Basta! vi comprendo. L’augusto mio sposo e signore non ebbe che
un solo torto al mondo, quello di aver emanato uno Statuto che ci fa
schiavi della nazione, che ci impedisce di muovere un passo senza il
consenso delle due Camere. Dire che non mi è permesso di raggiungere
il mio Sichéo... Signori Ministri, Deputati e Senatori, fatemi almeno
questa grazia; lasciatemi sola col mio immenso cordoglio. Voi altri
non potete comprendere il dolore di una giovane sposa vedovata innanzi
tempo...