Risposta di Clotilde alla lettera precedente:
«_Mia buona Valentina_,
«Quando riceverai questa lettera tu sarai già sposa. Mentre ti ricambio
mille auguri di felicità, mi affretto ad annunziarti che fra quindici
giorni anch'io sarò unita all'uomo che adoro..... unita per sempre.
Il mio fidanzato non è ricco, nè insignito di cariche illustri....
Egli è un giovine poeta, che da sei settimane venne, per ragioni di
salute, ad abitare nei dintorni di Varese. Questo nome di _poeta_ ti
farà sorridere, mia Valentina; forse tu ti sovverrai del Cambiaggio
nell'opera i _Falsi monetari_, a cui assistemmo insieme. Pure il
mio poeta non ha nulla di comune con don Euticchio. Figurati un bel
giovine di venticinque anni, pallido in volto, due occhi neri pieni di
tristezza, un labbro vellutato da un bel pajo di mustacchi nascenti,
un portamento nobile ed elegante, l'insieme della persona aggraziato
e gentile. Quando verrai a trovarmi, io ti narrerò tutta la storia
di questo amore, che fu il primo e sarà anche l'ultimo della mia
vita.--Quanti ostacoli prima di ottenere da' miei parenti il bramato
consenso! Mia madre ha perorato in nostro favore, ed ha vinto. Il
giorno stesso ch'io ricevetti l'ultima tua lettera, fu anche deciso il
mio matrimonio con Alfredo Leoni--Alfredo Leoni! Che ti pare di questo
nome? Non somiglia a quei nomi, che sovente abbiamo letto nei romanzi o
nei drammi francesi? Ma il mio fidanzato (perdona se io ti parlo sempre
di lui) è veramente un personaggio da romanzo, uno di quegli esseri che
io credeva non esistessero se non nella immaginazione degli scrittori.
»Il nostro matrimonio verrà celebrato senza pompa. Il povero Alfredo
non può fare di grandi spese per me; nè io lo pretendo. Egli ha
ottenuto un impiego, a Milano, dove ora si è recato per farvi
ammobiliare un modesto appartamento. Subito dopo il matrimonio, ci
recheremo colaggiù a vivere dei prodotti del suo impiego e della
piccola rendita che mio padre mi ha stabilita per dote, felici del
nostro amore, che durerà quanto la vita. Verrai tu ad assistere alle
mie nozze? Oh! come te ne sarei grata! Saremo in piccolo comitato di
parenti e di amici; alla mattina ci recheremo alla chiesa; poi, si
farà un pranzerello in casa di mio padre; Alfredo reciterà dei versi,
tu suonerai una dozzina di _polke_; balleremo, canteremo, si farà
un po' di baldoria e poi ci separeremo.... per rivederci..... Dio
sa quando.... A proposito di versi, sai tu che la è una gran bella
cosa.... l'esser amata da un poeta! Se tu lo sentissi, quand'è in vena,
od è, come si suol dire, infiammato dall'estro! Io mi starei tutta
la giornata ad ascoltarlo. Per verità in quelle sue lunghe tirate io
non ci comprendo gran cosa; ma l'espressione del suo volto, l'accento
della sua voce, quei gesti, quel fuoco, quell'enfasi.... tutto in lui
mi rapisce e mi esalta. Egli paragona i miei occhi a due stelle; dice
che il mio _sorriso_ è un'aura di _paradiso_, e che non sarà mai più da
me _diviso_; che quando io _canto_, lo sforzo al _pianto_, che quando
_io rido_, il cor _gli uccido_.... e tant'altre cose tutte belle....
tutte piacevoli ad udirsi. Oh! io voglio che tu lo veda.... che tu lo
senta.... Verrai, non è vero? verrai a trovarmi il giorno delle mie
nozze. Pensa che senza di te la festa non sarebbe compiuta.
Addio, o piuttosto a rivederci presto, mia buona Valentina. Mille
saluti al tuo sposo che desidera vivamente di conoscere.