Chi ha moglie, non legga. Le scene che qui trascrivo non possono
interessare che gli innamorati e i fidanzati, quei felici che sono
ancora in tempo a sfuggire il fatal laccio. I mariti non hanno che a
rassegnarsi e a pregar Dio che ammollisca o sdruscisca le loro catene.
Che potrebbero essi apprendere di nuovo, qual frutto ricavare dal
riflesso di questi bozzetti?
Ecco in qual modo Valentina Cornalbo, alla vigilia delle sue nozze,
scriveva a Clotilde Bellocchio:
«_Mia tenera amica_,
«Domani nella chiesa di San Bartolomeo, in presenza degli uomini e
del cielo, io diverrò sposa di Cristoforo Montorio, agente comunale
della nostra borgata, ricco possidente, segretario della fabbriceria,
capo della confraternita, direttore della banda civica, membro
onorifico della _Società d'incoraggiamento per l'ingrasso dei campi_,
ecc. Questo matrimonio, come ti dissi altre volte, fu progettato e
condotto a compimento dalla mia buona zia Carmelinda, la quale mi ha
sempre raccomandato di preferire uno sposo costumato e dovizioso ad
uno di questi azzimati bellimbusti, che hanno molta apparenza e poca
sostanza. Cristoforo non è bello, pure ha molte qualità interessanti,
e sebbene il suo aspetto non risponda all'ideale delle mie fantasie
giovanili, spero col volger del tempo corrispondergli quella tenerezza
e quell'amore, che fino ad oggi non seppe ispirarmi. Se tu vedessi i
bei regali da nozze! Quando io penso che domani tutte queste perle
brilleranno sui miei capelli....! Oh, il mio Cristoforo è un uomo
... adorabile. Il vestito da nozze è di una magnificenza..... di una
eleganza... E i braccialetti! Figurati... quattro braccialetti....
l'uno di forma di serpente, colle spire screziate a mille colori e
gli occhi di diamante; l'altro... una ghirlanda di viole colorita
da mille pietruzze; il terzo... un gran medaglione su cui spicca il
ritratto di Montorio... in abito di presidente della confraternita
... Oh il mio Cristoforo! Io sento che un giorno o l'altro sarò
costretta a volergli bene... anche a lui. E i libri di preghiera,
legati in velluto, con mille rabeschi d'argento! E il ventaglio!
E questo magnifico orologio d'oro..... con una catena lunga dieci
braccia! Che posso desiderare di più? Domani mi metterò addosso tutte
queste belle _forniture_. Domani!.. Ah Clotilde!.... come io bramerei
che tu mi vedessi così _bardata_! Mio marito, dopo la cerimonia, vuol
condurmi a fare un viaggio... fino a Milano; al mio ritorno verrò a
farti una visita. Io non intendo di rimanere a lungo imprigionata in
codesto villaggio... Ho bisogno di muovermi... di prender aria...
di correre un poco anch'io questo bel mondo, di cui finora non conobbi
che l'oscuro angoluccio dove son nata. Sì.... Clotilde... noi verremo
a trovarti.... e allora ti dirò il resto... Frattanto, mentre auguro
anche a te un buon marito, aggradisci un bacio della tua compagna di
collegio, ed amica