=Non v'è più dubbio.=
Virginia Santacroce, la fidanzata di Lodovico Albani, ha di poco
oltrepassato il terzo lustro, ed è bella come un angioletto.
Non è sorprendente--a sedici anni poche ragazze son brutte. Ciò che
forse recherà meraviglia è il sapere che Virginia Santacroce ha
oltrepassato il terzo lustro nella ignoranza completa di certi misteri
naturali, che oggidì la più parte delle fanciulle all'età di dodici
anni hanno già indovinato per istinto.
È ben vero che Virginia non fu educata in collegio; che nei primi
anni ella non venne affidata alla tutela di una badessa pinzocchera;
che vivendo in una borgata, ove per caso non erano altre fanciulle di
nobile casato, potè scansare le pericolose amicizie e la comunanza non
meno pericolosa de' primi sollazzi infantili.
Nondimeno il fatto è meraviglioso, tanto più che alla tavola della
marchesa pranzavano sovente il reverendo parroco don Cecilio Speranza e
il di lui degno Coadjutore don Domenico Crescenzi, morigerati entrambi
e prudentissimi a tutte l'ore del giorno, fuor che nell'ora della
digestione.
La semplicità, l'innocenza della giovinetta avevano più che la bellezza
affascinato il cavaliere Albani. Ne' più intimi colloqui colla
fanciulla, Lodovico non si era permesso mai una di quelle parole,
uno di quei motti ambigui, di che sembrano compiacersi i giovani
fidanzati alla vigilia delle nozze. Quand'anche gli fosse sfuggita
inavvedutamente una allusione meno sentimentale, Virginia non l'avrebbe
compresa.
Senza tali premesse, il lettore si troverebbe molto imbarazzato a
indovinare per quale accidente il notturno colloquio di Virginia e
Lodovico riuscisse fatale ad entrambi.
Oh! perchè non ci è dato assistere a quella scena di sublime tenerezza,
a quell'ingenuo abbandono di due anime santamente innamorate! Perchè
non ci è dato riprodurre il dialogo vivo, animato, interrotto da
lagrime, da sorrisi e baci più eloquenti d'ogni parola?
Ma i due amanti erano celati dietro un cespuglio, e parlavano a voce sì
bassa, che la fedele Clementina, stando di sentinella a poca distanza,
non riusciva a comprendere un motto.
Il colloquio dei due amanti durò tre quarti d'ora... È verisimile
che l'ingenua e timida fanciulla provasse una istintiva ripugnanza a
profferire la parola in cui si racchiudeva la spiegazione del grande
mistero....
La situazione era molto difficile.... Una marchesa di sedici anni, una
creatura poetica, innamorata, inebbriata di sublimi e caste illusioni,
dover chiedere all'amante, all'essere adorato: è vero e non è vero che
tu possegga una.... coda?!
Io mi appello a voi, o giovanette dall'anima pura ed
ingenua--ditemi--non vi trovereste molto imbarazzate nel formulare una
domanda di tal genere?...
La sventurata Virginia, dopo aver lottato per tre quarti d'ora contro
sè stessa, finalmente ebbe il fatale coraggio....
Immaginate la sorpresa, lo stupore di Lodovico.
--Ella osa... chiedermi.... s'io mi abbia una coda?...
Tutta la poesia, tutte le illusioni, che da parecchi mesi alimentavano
nel giovane la fiamma dell'amore, svanirono al suono di quella orribile
parola.
Poco dianzi mi sono appellato alle fanciulle dall'anima pura ed
ingenua;--ora mi appello a voi, o giovani dall'anima ardente.--Che
avreste fatto, come avreste agito nel caso di Lodovico?
Una tale domanda mi dispensa da ogni spiegazione. Come si comportasse
il giovine fidanzato, nessuno potè mai indovinarlo. Fatto è che
Virginia, balzando poco dopo dal frondoso ricovero, qual se avesse
toccata una serpe, gettossi fra le braccia di Clementina mandando un
grido di dolore, mentre Lodovico si involava per la porticella segreta.
Il grido di Virginia fu udito.
La marchesa donna Fabia, che stava in quel punto alla finestra cogli
occhi fissi alla luna e la mente assorta nella coda, si riscosse,
abbassò lo sguardo, e vide fra i platani del giardino correre una
figura bianca... Il cuore materno indovinò che quella bianca figura
non poteva essere che Virginia.
Sciagurata ragazza...! Ella avrà voluto abboccarsi col signor
Lodovico..... sapere da lui se.... Ma quale imprudenza!.... Quel grido
mi ha commosso le viscere.... Oh! bisogna ch'io sappia sul momento....
E la marchesa uscì da' suoi appartamenti per correre alla stanza di
Virginia....
La povera fanciulla si era gettata sul letto come persona affranta....
E nondimeno, vedendo entrare la madre, ella ebbe forza di levarsi, di
correrle incontro e di gettarsele ai piedi per disarmarne la collera....
Oh! che hai tu fatto... figliuola mia!... A quest'ora!... in
giardino!.... con un uomo.... che forse non è uomo...!
--Per pietà... non rimproverarmi, non affliggermi d'avvantaggio, mia
buona madre!.... Confesso che io mi ebbi torto.... e te ne chieggo
perdono. Quando tu lo dicevi.... avrei dovuto credere.... senza bisogno
di altre conferme.... Mi era venuto un dubbio.... Mi pareva tanto
inverisimile che il mio Lodovico....
--Ed ora?....
--Ora non v'è più dubbio!
--Dunque egli stesso ha confermato?...
--Ma se ti dico, mamma... che non v'è più dubbio!
E all'indomani, per mezzo della solita messaggiera,
Virginia inviò a Lodovico una lettera di formale congedo. Quella
lettera non ammetteva repliche.
Due giorni dopo, il cavaliere Lodovico Albani lasciava la borgata di L.