XI.

La signora Amelia si annoiava di tutte le conversazioni che non fossero

un omaggio alla sua bellezza, un incenso alla sua presunzione di

semidea.

Io non amo le donne politiche--detesto le donne letterate--ho in orrore

le grandi sapute, che dettano di poesia, di critica musicale, di

estetica, d'arte. Ciò non toglie che io ami conversare di politica, di

letteratura, di musica e di arte colle donne di spirito e di cuore,

che il bello comprendono per istinto, che giudicano rettamente per

gusto, che fanno la critica e qualche volta la satira per sentimento o

capriccio.

Io adoro la donna che tutto comprende, che tutto sente.--Mio Dio!--La

passione domanda le sue tregue--Non si può, anche amandosi fino al

delirio, mordersi tutto il giorno e tutta la notte come i gatti

sull'abbaino!--Riepilogo il mio concetto per rivelarmi completamente;

io non posso amare una donna che non sappia intrattenermi

aggradevolmente anche quando le intimità più aggradevoli siano cessate.

Io non poteva dunque amare seriamente la signora Amelia--ella non

poteva amare seriamente altra persona fuori di sè stessa.

E nondimeno--ciò si spiega facilmente--la sua bellezza mi aveva

colpito, ed ella gustava con ebbrezza i miei enfatici omaggi.--Una

sera, fermandoci sotto un riflesso di luna, io le aveva detto: avete

il collo di un cigno!--Ella portava, quella sera, una guarnizione

piuttosto saliente--all'indomani la guarnizione era tolta, e le spalle

rotonde, candide, vellutate, esigevano a loro volta il medesimo

complimento.--Tutti i giorni si progrediva--ma quello non era progresso

di amore. Se io volessi parafrasare la storia di Otello, riassunta da

quei due ammirabili versi:

Ella mi amò per le sventure mie,

Ed io l'amai per la pietà che n'ebbe,

dovrei dire... Ma non voglio profanare l'endecasillabo con un concetto

sì volgare--dirò in semplice prosa: io non poteva staccarmi da lei

per la sua bellezza, ed ella era attratta a me per... i miei punti

ammirativi!

Racconti e novelle · 第 140 / 234 题