La signora Amelia si annoiava di tutte le conversazioni che non fossero
un omaggio alla sua bellezza, un incenso alla sua presunzione di
semidea.
Io non amo le donne politiche--detesto le donne letterate--ho in orrore
le grandi sapute, che dettano di poesia, di critica musicale, di
estetica, d'arte. Ciò non toglie che io ami conversare di politica, di
letteratura, di musica e di arte colle donne di spirito e di cuore,
che il bello comprendono per istinto, che giudicano rettamente per
gusto, che fanno la critica e qualche volta la satira per sentimento o
capriccio.
Io adoro la donna che tutto comprende, che tutto sente.--Mio Dio!--La
passione domanda le sue tregue--Non si può, anche amandosi fino al
delirio, mordersi tutto il giorno e tutta la notte come i gatti
sull'abbaino!--Riepilogo il mio concetto per rivelarmi completamente;
io non posso amare una donna che non sappia intrattenermi
aggradevolmente anche quando le intimità più aggradevoli siano cessate.
Io non poteva dunque amare seriamente la signora Amelia--ella non
poteva amare seriamente altra persona fuori di sè stessa.
E nondimeno--ciò si spiega facilmente--la sua bellezza mi aveva
colpito, ed ella gustava con ebbrezza i miei enfatici omaggi.--Una
sera, fermandoci sotto un riflesso di luna, io le aveva detto: avete
il collo di un cigno!--Ella portava, quella sera, una guarnizione
piuttosto saliente--all'indomani la guarnizione era tolta, e le spalle
rotonde, candide, vellutate, esigevano a loro volta il medesimo
complimento.--Tutti i giorni si progrediva--ma quello non era progresso
di amore. Se io volessi parafrasare la storia di Otello, riassunta da
quei due ammirabili versi:
Ella mi amò per le sventure mie,
Ed io l'amai per la pietà che n'ebbe,
dovrei dire... Ma non voglio profanare l'endecasillabo con un concetto
sì volgare--dirò in semplice prosa: io non poteva staccarmi da lei
per la sua bellezza, ed ella era attratta a me per... i miei punti
ammirativi!