--Chi siete? come vi appellate? Donde venite?
--Io mi chiamo... Serafino Longhi, sensale di borsa, e sottotenente
della Guardia nazionale.
--Voi usciste poco dianzi da un portello sospetto, da una casa, ove
questa notte furono commessi degli atti illegittimi. Potete voi
giustificare la vostra entrata e la vostra uscita precipitosa da un
luogo, che viene designato come un centro di reazione e di attentati
abbominevoli?
--Signori: io non so di reazione e di attentati.... Sono andato in
quella casa per mie faccende private...
--Voi non dovete ignorare che le finestre di quella casa vomitarono sui
passanti dei liquidi poco omogenei ed altri proiettili offensivi....
--Io sono affatto innocente.... Chiedete delle informazioni sul
mio conto, e vi diranno se io sia capace di commettere simili
imprudenze.... Io andava in quella casa per cercare un onesto
droghiere, onde proporgli un vistoso contratto per una grossa partita
di fichi secchi....
--E questo droghiere si chiama?...
--Giacomo Pizzalunga!