Ma i governi dispotici sono troppo informati alla moralità, per non
far uso in certe occasioni delicate di eccezionali indulgenze. Giuda,
espertissimo dei misteri di polizia, conosceva la storia di molti altri
bricconi, i quali erano riusciti a farsi perdonare i più atroci delitti
coll'innocentissimo stratagemma di accusare un galantuomo e fornire
delle buone calunnie per farlo appiccare. Erode, Pilato, Caifasso,
il proposto Anna, il procuratore del Re, i giurati, i legulei, gli
scribi, i fabbricieri, i possidenti, gli usurai, in una parola la
grande maggioranza degli uomini d'ordine e della moderazione, l'avevano
a morte contro il capo della setta cristiana, e già da più giorni
correvano sulle traccie di lui per farlo fucilare o crocifiggere senza
processo.
Armato di tali considerazioni, Giuda si presentò arditamente al
commissario superiore dell'undecimo circondario, e, senza perdersi
in preamboli, si esibì di consegnare nelle mani dei carabinieri e
delle guardie di pubblica sicurezza il capo della terribile congiura
repubblicana.