Giuda fece un risolino impercettibile a fior di gengive--poi con voce
melata si arrischiò a domandare:
--Ma.... miei buoni signori.... cioè voleva dire.... miei buoni
colleghi..... siete voi ben certi.... innanzi tutto... di avere... o
di poter avere... una cassa?
Gli apostoli si guardarono in faccia, e parevano imbarazzati a
rispondere.
--Non importa! esclamò Giuda riprendendo il suo fare da principe
russo:--Createmi cassiere.... ed io... in mancanza d'altri... sì!
penserò io a formare la cassa.--L'argomentazione è molto semplice--ed
io, per adattarmi alla vostra capacità, qui, sui due piedi, voglio
ridurvela a sillogismo.--Un uomo non può chiamarsi cassiere quando non
abbia a sua disposizione una cassa--voi mi chiamate cassiere della
vostra società--_ergo_ io, conseguenza inevitabile, posseggo una cassa!
Gli apostoli, sbalorditi da questa logica altrettanto profonda che
ardita, accordarono a Giuda l'impiego di cassiere, colla riserva di
sottoporre la nomina all'_exequatur_ del loro divin maestro.
Di tal modo il nostro Giuda scroccò l'apostolato, ed egli riuscì per
qualche tempo a gabbare la buona fede dei santi colleghi, mostrandosi
entusiasta delle nuove dottrine, e propagatore zelante delle idee più
liberali e democratiche.