_Poichè piace al mio ottimo amico Edoardo Sonzogno raccogliere in
un solo volume e pubblicare queste mie_ Novelle _da tanti anni
disperse e vaganti, io profitto della occasione per sciogliere un
debito di riconoscenza._
_Desidero che i miei contemporanei siano informati, come e qualmente
abbia esistito a Milano un esercente di_ Caffè-restaurant, _il
quale ad un giovane orribilmente compromesso nella opinione pubblica
dalla sua duplice professione di giornalista e di poeta, per oltre
un anno diede a credenza il pranzo e la cena, trattandolo con
quella lautezza e garbatezza, che ordinariamente vien riserbata ai
consumatori milionari. Questo esercente fenomenale si chiama Ferdinando
Fumagalli--un vero galantuomo e gentiluomo--già proprietario del Caffè
della Accademia, ed ora gerente cointeressato del Caffè Biffi nella
Galleria Vittorio Emanuele._
_A lui dunque io voglio dedicato il presente volume--a lui, che
ravvivando nel_ 1854 _con eccellenti costolette e squisitissimi
vini la mia fantasia estenuata da lunghe inedie, fu in certa guisa mio
collaboratore e ispiratore._
_Questo attestato di pubblica riconoscenza e di cordialissimo affetto,
ch'io porgo all'amico Fumagalli, animerà gli esercenti ad aprire, meno
ritrosi che nol furono in passato, i loro libri di credito alla classe
diseredata dei poeti._
_Tutto sta che questi ultimi non si illudano di soverchio, e tengano
ben in mente questa circostanza, per me favorevolissima, che il mio
sovventore e creditore cortesissimo non era uno svizzero._