SCENA X.

DETTI _meno_ GINA _poi_ GINA.

EDVIGE. (_alzandosi e asciugandosi le lagrime_) Signor Werle, lei mi

deve dire tutto. Perchè mio padre non vuole più vedermi?

GREG. Sei fanciulla, e troppo giovane per avere delle spiegazioni.

EDVIGE. (_singhiozzando_) Io voglio sapere di che si tratta... io

oramai conosco tutto. (_come colpita da un’idea che la terrorizza_)

Forse non sono figlia di mio padre.

GREG. (_commosso_) Chi le ha detto ciò?

EDVIGE. (_piangendo_) Forse sono una trovatella e la mamma l’ha

nascosto a mio padre. Ma egli dovrebbe amarmi dippiù, allora, anch’io

trovai l’anitra selvatica e pur l’amo tanto!

GREG. (_tentando cambiar discorso_) L’ama dunque la sua anitra?...

EDVIGE. Sì.... ma papà mi disse che vuole uccidere anche lei.

GREG. Non lo farà, stia tranquilla, non lo farà.

EDVIGE. Me l’ha detto. E io che ogni sera, quando dico le mie preghiere

prego il buon Dio che abbia a custodire anche la mia anitra.

GREG. (_fissando_) Edvige, lei prega dunque?

EDVIGE. Sì.... mi insegnò a pregare la mamma, quando papà era ammalato;

le mie orazioni lo fecero guarire.

GREG. E ora prega per l’anitra?

EDVIGE. È ammalata!

GREG. E Erminio vuole ucciderla.

EDVIGE. No, disse che sarebbe stato meglio per lui l’ucciderla, ma dopo

le mie preghiere mi promise di non farle alcun male.

GREG. (_avvicinandosi_) Per suo padre sarebbe capace di sacrificare

l’anitra selvatica?

EDVIGE. (_rivoltandosi_) L’anitra?

GREG. Sì, le domando, se per Erminio sacrificherebbe ciò che ha di più

caro.

EDVIGE. E lei crede che dopo tal prova mio padre tornerebbe a me?

GREG. Provi, provi.

EDVIGE. (_lentamente_) Sì.... lo proverò.... voglio tentare.

GREG. E ne avrà poi il coraggio?

EDVIGE. Pregherò il nonno di ucciderla con la pistola.

GREG. Provi, ma non dica nulla alla mamma.

EDVIGE. Perchè?

GREG. Non ci comprenderebbe.

EDVIGE. Ebbene domani voglio provare ad uccidere l’anitra io stessa.

(_Gina entra trafelata_).

EDVIGE. (_andandole incontro_) Ebbene, mamma, l’hai trovato?

GINA. No, ma fu da Relling e uscirono insieme.

GREG. Ed andò a cercare compagni, lui che ha tanto bisogno di

solitudine?

GINA. (_levandosi il mantello ed il velo, freddamente dice a Gregorio_)

Signor Werle non tutti gli uomini pensano egualmente. (_a Edvige_)

Chissà dove Relling e Molvik l’hanno condotto, fui alla bettola delle

Oseksen ma non c’erano.

EDVIGE. (_a stento frenando le lagrime e con voce canzonatoria_) Mamma,

e se non ritornasse più in casa?

GREG. (_risoluto_) No, ritornerà, ritornerà. — Dorma tranquilla Edvige,

domani ricondurrò suo padre a casa. — Buona notte. (_esce_).

EDVIGE. (_si butta al collo di Gina singhiozzando_) Mamma, mamma,

perchè se n’è andato?

GINA. (_la bacia, l’accarezza e dice tra sè_) Relling aveva ragione.

(_guarda Edvige_) Ecco che si guadagna a mettersi dei pazzi e dei

visionari in casa. (_bacia Edvige che continua a singhiozzare_)

L'anitra selvatica · 第 59 / 72 题