SCENA III.

ERMINIO _ed_ EDVIGE.

ERM. (_a Edvige_) Cosa vuoi?

EDVIGE. Volevo salutarti papà.

ERM. (_dopo una breve pausa_) O sei forse venuta per assicurarti di ciò

che io faceva? Hai forse da fare la guardia?

EDVIGE. (_con forza_) Io papà? No!...

ERM. (_sempre lavorando_) Cosa fa la mamma.

EDVIGE. Prepara l’insalata di aringhe. (_avvicinandosi a Erminio_) Vuoi

che ti aiuti in qualche cosa?

ERM. No, no; è molto meglio che faccia tutto da me. Di te non c’è

bisogno, almeno fino a che sarò sano.

EDVIGE. Non dire queste cose. (_gira per la stanza fino a che giunta

al solaio s’alza sulla punta dei piedi per vedere, attraverso la rete

nell’interno_)

ERM. (_che l’avrà seguita cogli occhi_) Cosa fa?

EDVIGE. (_senza rivoltarsi e sempre guardando_) Scava il terreno,

procura di fare un muro canale per l’acqua della tina.

ERM. (_lavorando_) Da solo, non ci riescirai mai piùl Male.... Io ho da

lavorare.

EDVIGE. (_avvicinandosi_) Dammi il pennello, papà sono capace anch’io.

ERM. No.... per guastarti la vista.

EDVIGE. Esagerazioni.... Dammi il pennello.

ERM. (_alzandosi_) Già non si tratta che di due minuti.

EDVIGE. Non avere furia. (_si siede al posto di Erminio, prende il

pennello e si mette a lavorare_) È cosa facile, c’è anche il modello.

ERM. Ma non stancarti gli occhi.... Sei tu nevvero che hai voluto?...

In cinque minuti ho finito.

EDVIGE. (_lavorando_) Non dubitare, non dubitare.

ERM. (_guardandola lavorare_) Sei molto brava, brava EDVIGE. Circa

due minuti eh? (_alza la tenda ed entra nel solaio, Edvige al tavolo

lavora, si sentono Ekdal e Erminio che disputano_)

ERM. (_alzando la tenda e sporgendo il capo_) Edvige dammi quella

tenaglia che è sulla scrivania. (_volgendosi entro il solaio_) Lascia

fare da me, papà, lascia fare da me.

L'anitra selvatica · 第 32 / 72 题