GIUDIZI SUL DRAMMA «L'INVASORE»

_Renato Simoni_ nel =Corriere della Sera=.

Opera strana e forte.... opera di una scrittrice fortissima, tutta

ardente di una irresistibile passione....

_Massimo Bontempelli_ nel =Secolo=.

.... Poesia e teatro di primissimo ordine....

=La Sera=.

.... Dal breve racconto della vicenda si vede quante bellezze siano

nell'audacissimo dramma. L'autrice ha involto un problema di aspro

materialismo in una atmosfera purissima di poesia.

GIUDIZI DELLA STAMPA su VAE VICTIS!

=Sir Conan Doyle=, il creatore di Sherlock Holmes, scrive all'editore

Arnold di Londra:

«Ho letto un libro veramente terribile e veramente potente. «Vae Victis»

di Annie Vivanti. _Non ho mai letto nulla che mi abbia fatto realizzare

con tale forza ciò che la guerra significhi per il paese invaso._»

Il «=Liverpool Courier=»:

«Se esistesse un ministero di propaganda per pubblicare il nefando

vangelo della brutalità germanica e i fatti compiuti dai demoni

incarnati del Kaiser, quell'ufficio dovrebbe far tradurre in tutte le

lingue il libro di Annie Vivanti e disseminarlo per ogni paese della

terra».

=Savino Varazzani=, nel _Popolo d'Italia_:

«È sopratutto, un magnifico romanzo; è un'opera di arte d'alto valore e

della più schietta ispirazione; è uno studio di psicologia pieno di

profondo e delicato acume; questo in primo luogo; poi è anche,

fortunatamente, un fiero libro di battaglia e un'opera buona, generosa e

santa.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

«Ha la felicità e sicurezza d'intuito e la potenza d'analisi che Annie

Vivanti rivelò primamente in quei Divoratori ch'ebbero così alta e vasta

fama nella letteratura internazionale. Ha lo stesso procedere rapido,

passionale, travolgente».

=G. Mambelli=, nel _Giornale del Mattino_:

«Poema dolorante e poema di fede insieme, attraverso ad una virtù di

narrazione vibrante come un sonito di guerra. La nostra letteratura,

oggi, si è arricchita d'un nuovo potente documento umano».

«=L'Idea Nazionale=» (Simplex):

«L'una figura e l'altra (Luisa e Chérie) sono tragicamente vive, e spira

dal racconto sempre commosso, ansioso, mai stanco dalla loro storia, un

profumo intenso di martirio che riconforta nel lettore lo spirito di

giustizia inesorabile contro chi, con la sua malvagità, potè costringere

l'esistenza in così angosciose strette».

=Mario Ferrigni=, nella _Sera_:

«La più geniale scrittrice nostra ha scritto come sempre delle pagine

squisite».

I divoratori: romanzo · 第 89 / 90 题