XVI.

_Vieni, amor mio, vieni: è levato il sole,

E la fiorita via ride e ci attende.

Quanta luce nel cielo! e quanto azzurro

Negli occhi nostri fluttua e risplende.

Oh vieni, andrem di nuova sorte in traccia.

Tu del tuo genio, ed io di te sarò.

Tu mi sorreggerai fra le tue braccia,

Io col sorriso ti conforterò!_

_Se avremo fame, correremo in cerca

Di selvatici frutti per la via.

Si dormirà sotto alle stelle blande

Colla tua bocca sulla bocca mia.

Ed al meriggio farem sosta all'ombra

Di misteriosi giganteschi fior;

Tu colla testa sulle mie ginocchia

Sognerai l'avvenire, ed io l'amor._

_Colla mia man sfiorandoti i capelli

D'antichi eroi ti ridirò la storia

Vedrò destarsi nella tua pupilla

L'ardor della battaglia e della gloria.

La tua pupilla bruna ed indolente

Vedrò di negre fiamme sfolgorar.

E forte e battagliero e prepotente

Lo spirto sorgerà, pronto a pugnar!_

_Vieni, amor mio! Vieni, è levato il sole,

E' di zaffiri e d'oro il ciel cosperso,

Andiam col nostro giubilo d'amore

A mettere a soqquadro l'universo!

Andiam col gaudio nostro, andiam col riso

Audace della nostra gioventù

A sfondare le porte al paradiso

E riportarne l'estasi quaggiù!_

Così Nancy sognava l'avvenire e la vita. La sua fronte era cinta

d'asfodeli, la sua anima era sommersa nella felicità.

Il Libro aspettava.

All'ora del tramonto andavano in barca sul lago. Aldo, ritto presso alla

vela, le sorrideva; e il cielo dorato serviva di sfondo al suo profilo.

--Oh!--sospirava Nancy, guardandolo e congiungendo puerilmente le

mani.--Potrò dunque guardarti finchè i miei occhi saranno sazii di te!

Finchè la tua bellezza mi sarà entrata nell'anima! La tua bellezza,

Aldo, ~mi duole~! qui,--e appoggiava la mano sul petto,--mi duole, mi

esalta, mi strugge.

Aldo capiva benissimo, e approvava con calmo compiacimento.

Fecero delle lunghe gite, a Premeno e a San Salvatore; e, siccome

Clarissa rifiutava di accompagnarli, fu Carlo che, molto seccato, faceva

loro da «chaperon».

In breve giunse Valeria. Nancy, rosea e radiosa, andò a riceverla

all'imbarcadero. Valeria la baciò con molte lagrime.

--Oh, bimba mia! bimba mia!--disse; e in cuor suo avrebbe voluto che

questi diciassette anni fossero stati un sogno, e che le sue braccia

materne potessero ancora cingere, protettrici, la testolina della sua

creatura.

Nel giovane amore di Nancy, Valeria riviveva i suoi dolci giorni di

fidanzata; e Tom risorse nella sua memoria, e fu a tutte le ore con lei.

Quante volte, su quello stesso lago azzurro, Tom l'aveva condotta collo

zio Giacomo nella piccola barca chiamata «Luisa»! Con le lagrime agli

occhi Valeria pregò Aldo e Nancy di venir con lei a vedere se non si

potesse trovare quella barca, proprio quella!...

Trovarono infatti tre «Luise», ma Valeria non riusciva a riconoscerle;

tutti e tre i barcaiuoli però affermarono di ricordarsi perfettamente di

lei; e ricevettero, con scappellate e sorrisi, l'aspettata mancia.

--Capisco,--riflettè Valeria, ch'era molto commossa,--che non possono

essere stati tutti e tre.

E Aldo soggiunse ridendo:

--Non bisognava dar nulla a quegli impostori; nessuno di loro aveva più

di venticinque anni.

Udendo ciò, Valeria trasse un profondo sospiro. Decisero poi di andare

in riverente pellegrinaggio alla Madonna del Monte, dove il padre di

Nancy aveva chiesto in sposa Valeria.

Sulla lunga salita erano allineati i mendicanti, malati, storpi, ciechi,

che gridavano, mettendo in vista le piaghe e i moncherini.

--Tra questi ce n'è di molto vecchi,--disse Valeria.--Certo saranno già

stati qui quel giorno, e mi avranno veduta.

--Daremo una lira a ciascuno,--esclamò Nancy, aprendo il suo grasso

borsellino appena il primo accattone sporse coll'unica mano il cappello

bisunto.

--Ma, Nancy mia, cosa ti viene in mente?--esclamò Aldo.--Bada che ne

troveremo forse cento!

Allora Nancy volse su lui i limpidi occhi interroganti.

--Cosa importa?

--Oh, a me non importa certo,--disse Aldo con una scrollatina di

spalle.

Valeria contemplò, pensosa, la snella figura e l'impeccabile profilo del

suo futuro genero, che colle mani in tasca e dondolandosi sui fianchi

saliva accanto a loro la larga e ripida strada. Ella aveva il cuore

greve di ricordi. Per questa stessa via era salita nella sua veste

azzurrina e la cravatta rossa, con Tom al suo fianco; Tom, alto e

poderoso nella sua larga giacca chiara, aveva dato tutto il rame e

l'argento che aveva in tasca a quei mendicanti, proprio come oggi faceva

Nancy, sua figlia. E Valeria contemplando la bella persona sottile di

Aldo, sospirò.

--Avrei voluto per la mia piccola Nancy un anglosassone,--pensò. E

mentre la memoria la riportava in Inghilterra le si affacciò un altro

pensiero:--Oppure il povero caro Nino...

E Valeria trasse un altro sospiro, che forse non era tutto per Nancy.

Quella sera stessa ella gli scrisse, e quasi senza saperlo cominciò la

sua lettera: «Mio povero caro Nino»...

Nino era fuori di casa, intervistando i consoli riguardo alla presunta

morte di Edoardo Villari, quando venne la lettera. Fu Nunziata che

l'aprì.

Valeria scriveva a Nino che Nancy, «la nostra piccola Nancy», era

fidanzata ad Aldo Della Rocca, ed oh, mio Dio! non poteva Nino far nulla

per impedirlo? Ed ah! perchè, perchè sua sorella Clarissa li aveva

invitati tutti e due alla villa Solitudine, in modo che, come diceva

Fräulein Müller,--o forse era Heine?--«wie könnte es anders sein»?

Poichè nessuno, nessuno che avesse veduto Nancy nello splendore dei suoi

diciassette aprili poteva non innamorarsene. Ed oh! le doleva tanto il

cuore pel povero caro Nino, di cui aveva ben indovinato il segreto; e di

cui poteva comprendere le sofferenze, poichè, mio Dio! non aveva

sofferto tanto anche lei quando s'era accorta che l'amore di Nino non le

apparteneva più?... Ma a che curarsi ora di tutto ciò? E poi non era

mai stata colpa di Nino! Era la sua propria colpa e quella del

destino... E del resto Nino non doveva credere che ella avesse veramente

sofferto, poichè non era vero... E ora non pensava più affatto a quelle

cose, ma solo a Nancy, solo a Nancy! E per carità, che egli venisse

presto, e forse sarebbero ancora in tempo ad evitare il matrimonio; e

certo egli ne avrebbe il cuore spezzato, ma non doveva disperarsi che

tanto era inutile. Ed essa era per sempre, per sempre la sua infelice

Valeria....

Nunziata lesse tre volte l'incoerente epistola prima di comprenderla;

quando l'ebbe compresa, i suoi occhi si aprirono.

E con gli occhi aperti Nunziata ci vedeva bene. Vide la infocata catena

di desideri stendersi anello per anello dal cuore di Valeria a quello di

Nino, dal cuore di Nino a Nancy, dal cuore di Nancy ad Aldo, come in un

giuoco di bambini. E l'Amore passare dall'uno all'altro, soffermandosi

innanzi a ciascuno coi suoi doni di passione, di strazio e di piacere. E

vide che i suoi anni la mettevano indietro di Valeria, lontana, lontana,

fuori dal giuoco; e sentì che l'Amore l'aveva oltrepassata e che non si

fermerebbe mai più, mai più davanti a lei.

Poi ricordò che i suoi doni essa li aveva avuti; ricordò che l'Amore

aveva riversato ai suoi piedi le passioni come torrenti di fuoco e che

la sua vita era passata in mezzo ai desideri come un bimbo passa in un

campo di fiori.

--«On sera beau joueur»,--disse Nunziata.

Poi entrò nella sua camera e spalancò le imposte. A lungo, a lungo si

guardò nello specchio, e vide la sua faccia avvizzita e tinta; e la

bocca vermiglia; e la complicata acconciatura dei capelli. Si mise in

ginocchio accanto al suo letto e recitò con voce piana e puerile un

«Pater noster» e un'«Ave Maria». Indi aprì le mani riluttanti, e

restituì a Dio la sua morta giovinezza.

Si lavò la faccia con acqua calda e sapone; tolse gli elaborati

riccioli, e si appuntò i propri morbidi capelli semplicemente intorno al

capo. Poi indossò una veste nera, lunga e liscia, e scese così nel

salotto ad aspettare Nino.

Quella stessa sera, ella lo rimandò a suo padre. I bauli di Nino erano

già pronti, la carrozza alla porta, ed egli protestava ancora che non

sarebbe partito, che non l'avrebbe lasciata mai! Nunziata, col viso

terreo e le labbra bianche, lo baciò in fronte, benedicendolo, e gli

ingiunse di partire e di non tornare mai più.

Finalmente, davanti all'ostinato rifiuto di Nino, ella si servì

dell'arma che più le faceva male, e se ne valse per trafiggersi il

cuore.

--~Nancy!~--sussurrò.--Pensa a Nancy! Forse sarai ancora in tempo a

salvarla dalle braccia di quel mascalzone!

Nino trasalì. Il sangue gli montò agli occhi. Poi guardò quella pallida

faccia straziata da cui l'acqua calda e le lagrime avevano lavato ogni

traccia di volgarità; e perchè era uomo, e perciò ingenuamente crudele,

non discusse, non rifiutò, non pensò neppure ad aspettare un'altra

corsa; ma disse candido e spietato:

--Hai ragione, sei un angelo! sii mille volte benedetta!

... Nunziata uscì sul balcone e seguì cogli occhi la carrozza che si

allontanava rapida nella notte. A un punto parve rallentare, poi girò,

sparve.

Con essa sparve la luce nella vita di Nunziata Villari.

Giovinezza, amore, speranza, desiderio--tutti i lumi della ribalta il

Destino li spense; e la lasciò nel buio.

I divoratori: romanzo · 第 30 / 90 题