La signora E......, quantunque godosse di tutta la sua ragione, andava
soggetta a delle aberrazioni che la disturbavano non poco.
Tutti i giorni infallibilmente, sedendosi alla sua toeletta, sentiva
d'apprima una voce di uomo gentile che lodava il suo angelico viso, le
sue rotondeggianti forme, la sua fresca carnagione, ecc. e dopo un po'
di tempo un'altra voce pure d'uomo, ma dura ed aspra che le sussurrava
all'orecchio: «Brutta civetta, vanitosa che prendi a imprestito dal
profumiere il tuo roseo colorito, che ti fai seducente di forme con
mille mezzi artificiali. Cosa direbbero i tuoi adoratori se ti
vedessero ora come io ti vedo?»
La povera signora E..... si guardava atterrita attorno per scorgere
l'imprudente, e poi esciva spaventata dal gabinetto per distrarsi e
dissipare le proprie emozioni.