Il senso dell'udito, che occupa il secondo posto, segue immediatamente
quello della vista. Esso appartiene alla categoria degli organi
superiori, perchè ci procura piaceri poetici e sentimentali.
Questo senso è pure importantissimo, e, direi, quasi indispensabile. È
infatti per mezzo dell'udito che possiamo intendere ciò che i nostri
simili ci dicono, e possiamo colla parola rispondere loro ed essere
intesi. L'udito e la parola riconfermano quindi i vincoli sociali.
Per mezzo dell'udito noi conosciamo e distinguiamo i suoni, per mezzo di
esso noi gustiamo i dolci canti degli uccelletti, il dolce mormorio del
ruscello, il fremire del zefiro fra i rami fronzuti. È per mezzo
dell'udito anche che intendiamo la graziosa voce della donna amata, e
ci beiamo di questo suono melodioso e gentile che giocherella contro la
membrana del nostro timpano. È per mezzo dell'udito infine che l'animo
nostro si solleva e può gustare le infinite dolcezze che procura la
musica.
È l'udito che ha dato origine alla musica; a misura che questo senso è
più delicato tanto più è atto ad afferrare le leggiere gradazioni delle
melodie vocali ed istrumentali. Ed è specialmente la _voce cantata_ che
tocca deliziosamente il nostro udito e ci procura degli ineffabili
piaceri. Il canto è l'unione della melodia alla poesia, e quando esso è
l'espressione fedele dei moti del core di chi canta quale essere tanto
insensibile potrebbe resistere agli incanti ineffabili di quella voce?
Il sordo soltanto è insensibile a tutte queste note d'amore, di gloria,
di ebbrezza.