Credo utile di riassumere in questo capitolo alcuni precetti
risguardanti i piaceri dell'amore.
L'unico consiglio per conservare a lungo la propria salute è di gustare
con moderazione i piaceri venerei. Gli eccessi prostrano il nostro
fisico ed estenuano le nostre forze. L'unico mezzo per rendere il
piacere più vivo è di gustarlo raramente.
Inoltre è male abbandonarsi alle voluttà d'amore dopo il pasto, perchè
tale voluttà, turbando la digestione, può essere causa di soffocazioni,
di svenimenti e fors'anche di apoplessia.
Dopo una lunga corsa od esercizi che richiedono spreco di forze fisiche.
Quando si ha qualche organo ammalato, si prova un malessere generale,
perchè il coito non farebbe altro che accrescere il male.
Si debbono scansare o reprimere i desideri immoderati, o i trasporti
troppo focosi, perchè logorando rapidamente la macchina umana ci possono
essere funesti. Coloro che hanno stomaco debole, e che sono disposti
alle affezioni polmonari sono generalmente inclinati a siffatti piaceri,
dovranno dunque fare ogni sforzo per frenarsi, perchè le voluttà
sensuali precipitano i battiti del cuore, producono delle congestioni ai
polmoni, che sono sempre funeste per chi tende alla tisi.
Quando l'appetito venereo fu soddisfatto, oppure quando è assopito
naturalmente, è sempre dannoso alla salute il ridestarlo con mezzi
morali o fisici, perchè bisogna concedere agli organi genitali il loro
istante di riposo. E così dicasi di tutti i mezzi usati dagli impotenti.
È male gustare in piedi i piaceri dell'amore, perchè lo spasimo venereo,
cagionando una forte tensione dei muscoli degli arti inferiori che già
portano il peso del corpo, li affatica oltre misura. Le conseguenze non
si manifestano istantaneamente, e fin che si è giovani e robusti non ci
si bada, ma ben se ne accorge quando, vecchi, le gambe, ricusando il
loro ufficio, domandano l'aiuto del bastone, e si affaticano per un
nonnulla, di maniera che la stanchezza vi accompagna perfino a letto.
Male è ripetere il coito più volte, perchè scuote il sistema nervoso ed
esaurisce le nostre forze. Per lo meno tra un accostamento e l'altro è
bene lasciare l'intervallo di un giorno.
L'impotenza si riscontra specialmente nei beoni, perchè il loro sangue
fu riscaldato da liquori, da vivande aromatiche, da idee lubriche, che
accelerano i moti del cuore ed irritano il cervello.
Può derivare anche da un'alimentazione povera, debilitante, dal regime
latteo o esclusivamente vegetale e dall'uso delle bevande acide.
Siccome le perdite della donna sono minori di quelle dell'uomo, così
essa può ripetere il coito più volte, ma però è bene se ne astenga,
perchè è provato che quelle che ne abusano vanno soggette alle tristi
affezioni delle ovaie, della matrice, qualche volta anche al cancro.
Dunque, riassumendo, diremo:
L'assoluta continenza, come l'incontinenza della voluttà d'amore, sono
due estremi riprovati dalla natura e dalla ragione.
Infatti se la continenza è conservata strettamente è causa d'una sequela
di malattie e di acciacchi, e qualche volta dà luogo alle allucinazioni
oscene, alla follia, al delirio erotico.
L'incontinenza o gli eccessi, come abbiamo veduto logorano
istantaneamente la salute, e sono causa di sterilità. È il libertinaggio
che produce quegli esseri che poi crescono gracili e sparuti; è il
libertinaggio che riempie le sale degli ospedali di infelici che
aspettano la morte come fine dei loro mali. Giovani, guardatevi dagli
eccessi delle voluttà sensuali; essi conducono spesso alla morte.
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