*Il matrimonio ed suoi piaceri.*
Il matrimonio dovrebbe essere l'unione di due cuori, di due anime che si
comprendono a vicenda, che a vicenda si amano. Dovrebbe essere l'unione
di due esseri di sesso diverso che si propongono di condividere le gioie
ed i dolori della vita. Il fine del matrimonio è di perpetuare
_legittimamente_ l'umana specie. Due esseri che si amano desiderano
adrentemente quest'unione che per sempre li congiunge con una catena
dorata, che assimila le loro inclinazioni, le simpatie loro e la loro
moralità. E infatti, come è sufficientemente dimostrato nel precedente
racconto, questa dote è indispensabile per rendere un matrimonio felice.
Tanto le gioie quanto i dolori poi li uniscono ancora più strettamente,
perchè accrescono la simpatia e la stima reciproca. L'amore ardente che
li univa d'amanti a poco a poco s'acquieta, si calma, dando luogo ad un
affetto profondo che raramente si può svellere dal cuore.
Difficilmente i _matrimoni d'onore_ riescono a bene, ed anche il
proverbio «_chi per onor si piglia per rabbia si scapiglia_» conferma
quest'asserzione.
Come sono felici coloro che legati dai vincoli della stima,
dell'affezione e della devozione trascorrono la vita loro tranquilli,
col cuore pieno di gioia e di tenerezza! Come lesti trascorrono i giorni
loro! Come arride loro il sereno avvenire.
E la loro contentezza s'accresce quando il primo frutto d'amore rende
ambiziosa e fiera la sposa che può sentirsi chiamata col dolce nome di
_madre_.
Le cure dei coniugi allora sono rivolte al figlio loro perchè possa
crescere dietro il loro esempio buono e virtuoso, e benedica quando sarà
adulto chi gli diede la vita fisica e morale!