I due ascoltavano.

Forse per una vicenda del vento, ora gli odori non erano più gli

stessi. Venivano, forse dalla collina d'Orlando, i profumi possenti

dell'agrumeto; forse dai giardini di Scalia i profumi delle rose, così

densi che davano all'aria il sapore delle confetture nuziali; forse

dal padule della Farnia le fragranze umide dei giaggioli, che respirate

deliziavano come un sorso d'acqua.

I due rimanevano ancora taciturni, sul cassone, immobili, oppressi

dalla voluttà della notte lunare. Dinanzi a loro l'ultima fiammella

oscillava rapidamente, e curvandosi faceva lacrimare il cero consunto.

Ad ogni tratto, pareva sul punto di spegnersi. I due non si movevano.

Stavano là ansiosi, con gli occhi dilatati e fissi, a guardare la

tremula fiammella moritura. D'improvviso il vento inebriante la spense.

Allora, senza temere l'ombra, con un'avidità concorde, nel medesimo

tempo, l'uomo e la donna si strinsero l'uno all'altra, si allacciarono,

si cercarono con la bocca, perdutamente, ciecamente, senza parlare,

soffocandosi di carezze.

Le Novelle della Pescara · 第 48 / 101 题