--Eh, no!--disse il dottor Maggioli.--Non si tratta di creatura umana
nel vero senso della parola; _preumana_, tutt'al più!
--Oh! Oh! Oh!
Le signore protestarono in coro, e la baronessa Lanari, battendogli
col ventaglio sul braccio, tra indignata e sorridente, soggiunse:
--Queste enormità, non dovrebbe dirle mai davanti a noi!
--Perdoni--rispose il dottore.--La verità va detta dovunque, davanti a
chiunque, specialmente quando è richiesta. La scienza, infine, non ha
obbligo di essere galante.
--Ma gli scienziati, sì,--replicò la baronessa.
--Secondo. Interrogato, ho dovuto rispondere. E poi, la mia età mi
dispensa da certi riguardi. La parola dei vecchi è impersonale.
--Ma dunque lei crede, sul serio...?
--Che la donna è una creatura _preumana_. E non è opinione mia
soltanto, ma di qualche eminente scienziato... e della Bibbia pure.
--Alla Bibbia si fa dire tutto quel che si vuole--lo interruppe la
baronessa.
--Questa volta la Bibbia parla chiaro, e la storia naturale più chiaro
ancora. La Bibbia dice: _Dio creò l'uomo a sua immagine e lo creò
maschio e femina_. La storia naturale ci mostra tuttavia questo caso
in parecchi animali inferiori, che sono maschio e femina, come la
creatura umana primitiva. Così Giobbe ha potuto poi dire: _Homo natus
de muliere_, l'uomo nato dalla donna. Infatti nasce anche al presente
dalla donna, e nascerà sempre dalla donna, anche quando...
Il dottor Maggioli si fermò un istante, guardando con aria
interrogativa la baronessa.
--Ecco--riprese;--lei mi ha messo in imbarazzo, richiamandomi alla
galanteria; non so più andare avanti.
--Ormai!--rispose la baronessa, ridendo.--Dopo il bel complimento che
ci ha fatto, siamo preparate a tutto noi signore. Inoltre, non
vogliamo privarci del piacere di sentirlo parlare.
--Io sono positivo--continuò il dottore.--Amo le teoriche fino a un
certo punto; ma quando una teorica diventa fatto... E questa di cui
dovrò ragionare è già stata tale, per eccezione, una sola volta,
finora. Diverrà regola in avvenire.
--Si spieghi meglio; non ci supponga altrettante scienziate!
--È un po' difficile, ma tenterò; e se non saprò evitare qualche
crudezza, la responsabilità sarà tutta sua. Rammentano il processo e
la condanna del professore Manlio Brezzi? Processo a porte chiuse, di
cui si occuparono tanto i giornali, parecchi anni fa?... Ah! Io ho il
difetto di tutti i vecchi, che non sanno capacitarsi di esser tali.
Anni fa! Ma in quel tempo molti di loro non erano ancora nati,
parecchi erano bambini: qualcuno, giovanetto da occuparsi di ben altro
che di processi scandalosi. Non si spaventino; quel processo fu
scandaloso in apparenza; nessuno può saperlo meglio di me. Il mio
povero amico e collega venne condannato a essere chiuso in una casa di
salute, e vi morì, divenuto pazzo davvero, quantunque vi fosse entrato
con la pienezza della ragione. È caso frequente nei manicomii. Allora
io ero partito da poco per l'America, e non potei testimoniare in
favore del mio amico. Avessi anche potuto farlo, non sarei stato
creduto. Avrei corso il rischio di essere giudicato matto pure io.
--Di che strano delitto era dunque accusato quel professore?
--Di aver abusato della figlia diciottenne, e di averla fatta morire
per nascondere quell'infamia.
--E non era vero?... E fu condannato?
--Innocente, non poteva giustificarsi. Quel che egli aveva fatto era
proprio incredibile. La giustizia umana fu indulgente, dichiarandolo
pazzo; ne convengo. Manlio Brezzi era un cercatore, un precursore.
Quando s'intravedevano appena alcune possibili applicazioni
dell'elettricità, egli già faceva studi, prove e riprove giudicate
assurde, e oggi conquiste che non meravigliano nessuno. E non era un
semplice sperimentatore, ma un pensatore, un filosofo, grande per lo
meno quanto la sua modestia, cioè grandissimo. Egli leggeva
nell'avvenire come in un libro aperto; ma non faceva profezie,
determinando, specificando. Diceva:--Dovrà accadere questo e questo.
Quando? Dove? Come? Non ne so nulla. Ma accadrà infallibilmente.--Per
lui i secoli, nella vita dell'umanità, contavano quanto i minuti della
nostra esistenza. Un sintomo sociale, impercettibile per gli altri,
s'ingrandiva davanti ai suoi occhi come sotto potentissima lente,
arrivava sùbito alle sue estreme conseguenze. Ed io posso testimoniare
che egli non si è mai ingannato, mai! I fatti gli hanno dato sempre
ragione.
--Anche quello per cui è stato condannato, ed è ammattito?--domandò
maliziosamente la baronessa.
--Quello assai più di tutti, perchè è quasi un miracolo. Cinquant'anni
addietro, si parlava appena di quel che oggi porta il formidabile nome
di feminismo; cinquant'anni addietro nessuno sospettava che un giorno
avrebbe trovato proseliti e apostoli--fuori del cristianesimo--il
_misoginismo_, l'odio contro la donna. Brezzi li aveva intraveduti, in
germe, li aveva visti crescere e fiorire con la straordinaria virtù
della sua immaginazione di scienziato; e una sera, nel suo studio,
d'onde usciva rare volte soltanto per udire un po' di buona musica
antica, una sera potè dirmi:
--Vedi, quanto è meravigliosa l'azione latente del pensiero che ha
creato, e va continuamente creando questo e gli altri mondi
dell'universo! La donna, proclamando la sua _emancipazione_, crede di
provvedere alla sua sorte, e invece non fa altro che lavorare
all'emancipazione dell'uomo dall'attuale giogo di lei. E tutti e due,
maschio e femina, non capiranno, per un bel pezzo, che non si tratta di
loro, personalmente, ma della specie; che dovranno liberarsi, alla
fine, dal capriccio, dall'accidente che è nell'individuo e nelle forze
brute della Natura, e attuare la propria legge riflessivamente, cioè
costringendo le forze brute a operare non a loro capriccio, per caso,
ma ragionevolmente, come già cominciamo a imporre all'elettricità, che
sarà tra non molto nostra schiava. Domineddio o la Natura (è lo stesso)
provvide, da principio, alla specie creando l'uomo maschio e femina
insieme, al pari delle Palmelle e dei Zignemi tra gli Infusorii; e se
separò poi i due sessi, li avvinse e li tiene ancora avvinti per via
del senso, e anche per via del sentimento, costringendoli ad amarsi
perchè procreino e continuino indefinitivamente la specie... fino a che
non sarà intervenuta la scienza per ricondurre la donna a quel che è
stata sempre e che sarà sempre (giacchè non può essere altro):
un'incubatrice di creature umane, ma senza il concorso del maschio!
Così nude e crude, queste affermazioni sembrano assurde; ma, svolte
dalla sua parola dotta, feconda, quasi poetica, diventavano d'una
chiarezza, e d'una efficacia irresistibile.
--Senza il concorso del maschio?--feci io quella sera, non afferrando
bene il suo concetto.
--Certamente. Quel gran chimico che ha detto che noi creeremo l'uomo
coi lambicchi, ha detto una sciocchezza: lo creeremo senza il maschio,
senza l'amore e il sentimento e senza gli altri inutili ammennicoli;
con quella stessa forza che la natura ha adoprato e adopra per la
creazione, l'_elettricità_; facendo selezioni, scelte ora affatto
impossibili, e perfezionando le specie fino al punto in cui non sarà
più quella che ora è. Non ricorreremo però a lambicchi, a fornelli o
ad altro macchinario più complicato; ci serviremo del fornello, del
lambicco, dell'eccellente macchinario che la natura ha elaborato a
questo scopo; della vera _Magna Parens_, della donna; non sapremmo
inventare niente che valga a sostituirla.
--Insomma, secondo te--lo interruppi--arriveremo alla fecondazione
artificiale per via dell'elettricità...
--C'è qualche matto che già sperimenta, e che crede d'essere già su la
buona via di scoprire...
E scrollava il capo, con benevola malizia nel sorriso e nel lampo
degli occhi.
Sì, egli pensava a questo gran problema sin d'allora, e ne calcolava
tutte le difficoltà, come pure tutte le conseguenze nella vita
sociale.
--La maggiore difficoltà consiste--egli diceva--nel trasformare,
l'elettricità minerale, vegetale e animale in elettricità umana. Ma
forse, non è così insuperabile, come sembra a prima vista. Vedremo!
Quand'egli diceva:--Vedremo!--voleva significare che era quasi sicuro
del fatto suo. E quattro mesi dopo apprendevo che due esperimenti gli
erano riusciti bene: egli aveva fecondato un fiore e un insetto con le
elettricità vegetale e animale da lui segregate e imprigionate in
speciali apparecchi. Gli rimaneva di fare altrettanto per
l'elettricità umana; e non disperava di raggiungere questo intento.
Un giorno--erano passati due anni--egli mi diè il grande annunzio!
Confidava il suo segreto a un amico, non sapendo rassegnarsi, per ora,
a imitare il barbiere di Mida che si era confidato con una buca.
--Ho fatto l'esperimento su mia figlia, senza che essa sappia ancora
di che si tratti.
--Ma, sciagurato!--esclamai.--E non hai pensato a quali orrendi
sospetti tu esponi la tua dolce creatura e te stesso?
--Che? Si potrà credere... che un padre... Oh!
Nella sua ingenuità di scienziato, non riusciva a persuadersi che la
malvagità umana potesse arrivare fin là!
Ebbi un lampo di speranza.
--Sei tu certo della riuscita dell'esperimento?
--Certissimo.
--Disfa' quel che hai fatto--gli dissi brutalmente.
--Commetterei un delitto, sopprimendo una creatura viva.
Ebbi un altro lampo di speranza:
--Quando facciamo violenza a una legge della natura, spessissimo i
risultati, che noi vorremmo ottenere, falliscono.
Mi auguravo che fosse così, per la felicità di quella innocente
creatura sacrificata a un esperimento scientifico; per la pace di quel
grand'uomo che aveva rapito al cielo qualcosa di più del leggendario
fuoco di Prometeo.
Non rifarò il processo; non vi racconterò nemmeno per quali
inevitabili circostanze il segreto dello stato anormale della giovine
venne scoperto. Scandalo enorme!
Manlio Brozzi ne fu atterrito. Soltanto la giovane rimaneva sempre
inconsapevole, credendo a una malattia che poi non la faceva molto
soffrire.
Prima che la figlia arrivasse ad apprendere la verità, prima che ella
potesse sentire odio ed orrore di suo padre, egli si risolse,
finalmente, a distruggere quel che aveva imprudentemente creato. Ma, a
questa seconda prova, la giovane non resistette, o piuttosto,
resistette tanto, che ne morì come per una qualunque violenza di
aborto.
--Mia figlia è morta vergine!--protestò più volte Manlio Brezzi
all'udienza.
Ed era verissimo; fu assodato.
Ma i giudici, non potendo credere al di lui miracolo della
fecondazione elettrica, lo dichiararono pazzo...
Verrà giorno che un altro pazzo...
--Non faccia il profeta anche lei!--lo interruppe la baronessa Lanari,
con la gentile autorità di padrona di casa che vuol impedire un
eccesso.
--Dirò soltanto che il _feminismo_ e il _misoginismo_ odierni sono la
naturale preparazione dal fatto previsto cinquant'anni fa da Manlio
Brezzi. Tra pochi anni, tra pochi secoli... tra qualche millennio, la
donna e l'uomo non avranno rapporti tra loro molto diversi da quelli
che noi ora abbiamo con le nostre mandrie, coi nostri armenti. Lo
donna sarà la _Magna Parens_, la covatrice artificiale, e l'uomo...
Ma, forse, allora l'uomo attuale non esisterà più, trasformato in
essere assai più spirituale e più perfetto.
--Ma, dottore!... dottore!
--Non parlo così io, per mio conto, cara baronessa--rispose
tranquillamente il dottor Maggioli.--Ho ripetuto le precise parole di
Manlio Brezzi, d'un mirabile scenziato che, nel momento in cui mi
diceva ciò, era, probabilmente, anche _la Scienza_!