I.

Chi togliere mi può questa possanza

Ch'eccita il core delle morte cose?

Se un dio si agita in me, ben alla forza

Che schiaccia il mondo io mi ribello e balzo

Sopra il dolor e là dove trascorsa

È poc'anzi la Sfinge scolorita

Figlia di morte col massiccio carro,

Del mio pensier (io magico poeta)

Suscito i fiori e a nuove danze incito

Le figlie del mio sogno. Inutilmente

Tenta intralciarmi di sua spine il passo

L'orrida selva, oppur di sue tristezze

Accumulate mi fa cerchio e muro

L'ora che passa. Il mio poter s'innalza

Incontro al fato e dalla morte chiamo

Fonte viva d'immagini viventi.

A lor io mi accompagno e vo superbo

Del mio corteo, qual simile non ebbe

Il gaio re della leggenda Arturo

E nessun dei dipinti Saladini,

Che di Georgia trassero e di Samo

Le più candide spose. Io son tal sire

Nell'ampio regno del pensier, che tutte

Meco trascino le letizie e i giochi

Che infiorano le culle. Io d'ogni bionda

Pargoletta che ride esser presumo

Fratello e d'ogni bimbo ingenuo amico.

Chi può vietar che al core del poeta

Scenda la voce e l'innocente invito

Dei fanciulli che chiamano? e chi vuole

Un amplesso intralciar d'anime amanti?

Vecchie cadenze e nuove · 第 69 / 94 题