IX.

Soli undici anni or sono, nel 1886, quando le Potenze occidentali

ponevano, anche allora, a tutela di pavidi e tenebrosi interessi,

il blocco alla Grecia, un poeta greco, Gerasimo Marcoras di Corfù,

oggi venerando settuagenario, cantava:[2] «Ahi! quando il glorioso

infortunato flutto solcasti, o Italia, con tutto l'Occidente, la tomba

del Santarosa cominciò a mandar gemiti. E se l'aere a sera spira dal

luogo ove giace il generoso, odesi ancora la divina sua bocca dire

queste parole con desiderio immortale: Figliuoli d'Italia! tanta

possa in me, anco nel sepolcro, ebbe la patria, che valse a dare una

scintilla di vita al mio cadavere. L'esanime mio petto, come se lo

spiro dell'aura vitale lo commovesse ancora, dalla sede della morte

partecipò, o fratelli italiani, ai vostri dolori da mane a sera.

Grande era l'afflizione dell'anima mia, se la soma gravosa dei mali

faceva di quando in quando venir meno in voi la primiera fiducia. Ma

da questa terra, fatta a me letto di morte onorata, anche nel rigido

verno, spunta come erba recente la speranza. Perciò la voce mia come

rondine inviai, temendo potessero ahimè! i dolori dell'anima vostra

scoraggiarvi per sempre. Vi rammentai la Grecia schiava, che ebbe

battesimo in un sacro fiume del prezioso suo sangue; e tosto ottenni

che la fiducia di nuovo lampeggiasse in ogni sguardo. Oh! appena

rilusse all'Italia il giorno del trionfo, tanta gioia sentì, tutta

esultando, la Grecia primogenita figlia della libertà, che si ornò

tutta di fiori. Nella divina sua terra, che ancora m'accoglie fra le

braccia, allora sentii fiamma di desiderio per la dolce redenta terra

d'Italia. Quante volte vedendo una delle nostre navi, che a quella

volta celeremente vogava, ho detto con passione: Portatemi, o fratelli,

nella bella patria! — Ora non più; ite lontani! Nessuno venga a turbare

le ossa mie! Intanto che io lavo con lacrime l'opera vostra misera e

paurosa, qui rimarrò».

Rimane ed aspetta. E le navi d'Italia, le navi su cui sventola la croce

bianca per la quale gli uomini del 21 vollero anticipare eroicamente

l'avvenire della patria, son oggi sospinte un'altra volta verso

l'Oriente. Oh non dimentichiamo che lo spirito di Santorre Santarosa

aleggia tuttora cruccioso lungo quella sacra marina!

_Firenze, 14 aprile 1897._

La vita Italiana nel Risorgimento (1815-1831), parte 2 Conferenze fiorentine - Storia · 第 23 / 26 题