Ho inteso de mali portamenti ch'usa tutto'l giorno vostro cognato
con esso voi, & delle straniezze che egli vi fa: pregovi a sofferirlo
patientemente, & imitare Aristide, alquale essendo sputato nel viso,
non si adirò punto, ma bastolli d'ammonirlo, che piu tal cosa non
facesse: vi conforto a proporvi per essempio di vera sofferenza
Adriano, ilquale non sol non si vendicò di un servo, che armato
l'assali, ma dettelo nelle mani de medici, perche di si furioso humore
tosto si risanasse. Imitate anchora Licurgo, ilquale, essendogli
stato da un imbriaco tratto un'occhio, non sol non hebbe ricorso alla
giustitia, perche fusse secondo la colpa sua castigato, ma con sua
astutia dalla possanza di quella lo salvò; sofferitelo (vi supplico)
patientemente, & sperate pur ch'egli si debba un giorno ammendare:
cessarà tosto questo giovenil furore, & ve lo troverete finalmente un
perfetto amico et un gratioso parente: state sana che Dio da mal vi
guardi. Di Trento, alli XX. d'Aprile.