FRANCESCA VIDASCA A M. GOTTIFREDA DOLINDA.

Ho inteso de mali portamenti ch'usa tutto'l giorno vostro cognato

con esso voi, & delle straniezze che egli vi fa: pregovi a sofferirlo

patientemente, & imitare Aristide, alquale essendo sputato nel viso,

non si adirò punto, ma bastolli d'ammonirlo, che piu tal cosa non

facesse: vi conforto a proporvi per essempio di vera sofferenza

Adriano, ilquale non sol non si vendicò di un servo, che armato

l'assali, ma dettelo nelle mani de medici, perche di si furioso humore

tosto si risanasse. Imitate anchora Licurgo, ilquale, essendogli

stato da un imbriaco tratto un'occhio, non sol non hebbe ricorso alla

giustitia, perche fusse secondo la colpa sua castigato, ma con sua

astutia dalla possanza di quella lo salvò; sofferitelo (vi supplico)

patientemente, & sperate pur ch'egli si debba un giorno ammendare:

cessarà tosto questo giovenil furore, & ve lo troverete finalmente un

perfetto amico et un gratioso parente: state sana che Dio da mal vi

guardi. Di Trento, alli XX. d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 218 / 268 题